Il mondo del ballo in Italia
04 apr 2010

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra Povellato nel suo saggio: Lo stile Flamenco che nasce dalla devozione



Lo stile Flamenco

che nasce dalla devozione

 

Maestra Carla Povellato

 
 

La Maestra Povellato è una scrittrice, insegnante, ballerina ed artista di Flamenco, Danze Orientali e Tango Argentino; ha scritto numerosi articoli ed è autrice di un nuovo e autorevole testo dal titolo Flamenco.

 
 


La Maestra Carla Povellato



 
Sommario
 

La tradizione

Le prime testimonianze

Il Canto dell’anima

La qualità artistica

I grandi interpreti

 
 
 
 
 
La tradizione
 

L’Andalusia è la regione della Spagna maggiormente legata alle tradizioni.

 

Il periodo che precede la Pasqua vede tutti i suoi abitanti impegnarsi per un grande evento di cui “Las Saetas”, uno dei numerosi stili all’interno del mondo del Flamenco, è il protagonista.

 

Evoca nell’immaginario Andaluso la “Semana Santa”, ne è portavoce, e ne diventa la celebrazione più specifica e diretta.

 

E’ un cante, alla cui origine molto antica, si pensa di discendenza ebraica, connubio di melodia e retaggi della storia del popolo gitano, si trova un “rezo”, una preghiera, un’invocazione alla Vergine Maria e a Gesù.

 
 


 


Le prime testimonianze

Le prime testimonianze documentate di Saetas risalgono al 1600, ma probabilmente le sue origini sono più antiche e, comunque, di chiara impronta Cristiana, poiché numerosi sono i culti religiosi dall’inizio della cristianità.

Sin dal XVI sec. i Padri Francescani recitavano e cantavano giaculatorie in questo periodo particolare dell’anno.

Sempre nel ‘500 nacquero in Andalusia le prime confraternite, associazioni che si adoperavano per l’affermazione della fede cattolica.

Esistono ancora oggi ed ogni località Andalusa ha la sua, Cordobesa, Martelera de Puente Genil, Marceneras, Samaritana di Castro del Rio, e la località di Siviglia, Marcheneras, ne viene considerato il cuore.

 

Inoltre se ne mantiene viva la tradizione grazie a scuole di saeteros come la “Hermandad del la fe” (confraternita delle fede) di Siviglia, dove i giovani che studiano apprendono come il Flamenco possa diventare “una via di comunicazione con Dio”.

 
“Mira una rosa de pasión,
Cuéntate siete puňales,
Una corona de spinas,
Y tres clavitos mortales”.
 
 

I contenuti di questi testi, di solito di 4, 5 versi ottosillabi, raccontano i momenti della Passione e Morte di Gesù e il dolore di Maria, episodi narrati con grande coinvolgimento emotivo.

Ma sono anche una forma di devozione e manifestazione di amore verso Nuestro Seňor Jesucristo.

Etimologicamente questo termine indica freccia, lametta, ma anche strofa e pare che derivi dall’insieme di queste parole ed anche dagli antichi cantici dei secoli scorsi, interpretati da “Los Hermanos de la ronda del pecado mortal y los de la aurora”.

 
 
 

Flamenco: il Canto dell’anima

Si canta all’immagine devozionale che viene trasportata in processione, ed è un canto di grande qualità, che nasce dal profondo del cuore e dell’anima.

Appare come uno stile così dolce, melodico e poetico da essere considerato uno dei più particolari dell’Andalusia.

 

Si deve sentire nel profondo e deve vivere tra la gente, perchè questa è la caratteristica di tutto ciò che appartiene al Flamenco.

Si percepisce se viene interpretata con l’anima, non importa se è cantata da chi ha poca voce, da una persona semplice, uomo o donna che sia, l’importante è il sentimento e la commozione che tutto ciò poi suscita: esprime il “sentire” del popolo.

Nasce come celebrazione, ma si tramanda come forma di conoscenza e conservazione di momenti molto particolari legati al periodo della Resurrezione di Gesù.

 
 
 






La qualità artistica dello spettacolo

 

La grande “qualità” artistica del popolo gitano ha dato forma a questo stile afflamencandolo trasformandolo, sino ad assumere negli anni, connotati simili a quelli delle Tonàs,a palo seco, cioè senza musica, Siguiriya, Martinete, Debla e Carcelera (altri stili flamenchi, di grande spessore interpretativo e drammatico, chiamati di “tono nero”, un modo per ricordare il blues) ed arricchendosi di una grande quantità di mielismi.

Sembra infatti che la Saeta flamenca, intesa non solo come canto, ma anche come ballo, risalga agli anni ’20 del novecento.

Durante gli spettacoli tradizionali e dal repertorio più puro, si può assistere ad esibizioni dove viene danzato questo compàs, con grande intensità.

Durante la settimana Santa, così mistica, le strade di Siviglia, come di ogni altra città Andalusa, si imbevono di bianco, nero e luce.

I lumini rischiarano le belle calli e diffondono pace e calma.

Le processioni appaiono come qualcosa di unico, magico e religiosamente sentito.

Chi vi partecipa indossa degli antichi costumi, una specie di saio bianco, legato invita, con un lungo cappuccio che copre completamente il volto, lasciando liberi solo gli occhi, e segue l’onda di luce intorno alle immagini sacre ed alle statue.

 

Los hermanos de sangre, (i fratelli del sangue) portano la croce o le immagini sacre, los hermanos de luz, (di luce) i drappi.

Il cante si intona al ritmo dei passi della processione, lento, dolce.

La gente si affaccia ai balconi e partecipa al canto, creando un unico suono, guidati da una voce, quella del saetero e dall’accompagnamento di piccole trombe e tamburi.

Molti sono i cantaores flamenchi che si sono cimentati in questo stile.
 
 
 

I grandi interpreti

Manuel Centeno, Sivigliano, matador, attore e cantante tenore di zarzuelas, dopo una brutta esperienza in Arena, durante i primi anni del ‘900, si è dedicato allo studio e alle grandi interpretazioni di Saetas, raggiungendo altissimi livelli interpretavi..

Enrique el Mellizo, interpretò questo canto davanti ad una immagine processionale al Barrio di S. Maria di Cadice.

Carmen Linares, grande interprete contemporanea, ha raccolto testimonianza di questo importante stile nella sua antologia “La mujer en el cante” celebrazione di un sentimento all’interno dell’emotività flamenco.

Spaccati di vita quotidiana Andalusa, a compàs di Flamenco.
 

Per l’articolo completo clicca qui.

 
 

Maestra Carla Povellato

 
Galleria fotografica
Scuole di ballo - Consigliate
spazio riservato
alle scuole consigliate
Scuole di ballo

Vicenza (VI)

Via dell'Edilizia 110, 1 piano

Roccella Ionica (RC)

Via Marina, 2 sopra dopolavoro...

Palazzolo sull'Oglio (BS)

Ricerca partner

Per imparare/migliorare

52 anni - Per imparare/migliorare

Treviso (TV)

50 anni - Per fare competizioni

Lecco (LC)