Il mondo del ballo in Italia
14 lug 2009

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra Silvana Ravini in un approfondimento dei ritmi Flamenchi.
 

 
RITMI FLAMENCHI
alegrìas di CADICE
Silvana Ravini

 




Maestra Silvana Ravini


 

 
Presentazione
(di Sauro Amboni)
 

Continua la dissertazione del Flamenco con gli articoli, i saggi e gli eccellenti approfondimenti delle maestre Silvana Ravini e Carla Povellato. Due Professioniste di chiara fama per la loro ampia cultura sul Ballo e la Danza Sportiva e per il loro particolare patrimonio di conoscenze sul Flamenco.

Entrambe queste professioniste sono autrici di saggi, articoli e di libri di testo specifici sul Flamenco.

Con questo nuovo saggio la Maestra Silvana Ravini spiega le caratteristiche di una versione del Flamenco tipica delle zone della Spagna meridionale.

 


 
 
 
Storia
 
Ballo tipico di Cadice e della zona circostante. Si balla da soli, in coppia o in gruppo coreografato.
 

L'alegrìas nasce nel periodo di grande celebrità del flamenco, si ballava nei café cantantes, tra il 1850 e il 1930, quando il Flamenco uscì dai cortili per andare nei palcoscenici e sulle plazas de toros.

 

Questa fase è chiamata anche epoca d'oro del Flamenco, proprio perché esibito ovunque, divenne molto popolare anche nella borghesia spagnola.

 

I gitani improvvisamente si trovarono a far parte della società spagnola, anche se marginalmente, e conosciuti come grandi musicisti, cantanti e ballerini. II flamenco così ostentato, divenne alla portata di tutti e venne spinto ampiamente sul piano commerciale fino quasi a screditarlo.

 

L'alegrìas deriva dalla cantina, la quale a sua volta deriva dalla soleà, con influenze provenienti dalla jota di Cadice e la jota d'Aragona, famosi balli popolari che hanno avuto contatto durante la guerra d'indipendenza che vedeva gaditani e aragonesi uniti contro la Francia, giá nel 1808 si parlava d'un ballo chiamato alegrìa.

 
Anche se è un prodotto di un cante grande come la soleà , l'alegrias é considerata una danza flamenca basilare.
 
 
 



T
ecnica
 

L'alegrìas si basa su un compà, ritmo di 12/8, come la soleà, ma assolutamente brioso, frizzante, vivace. gioioso, ha una cadenza allegra, dinamica e sostenuta.

Si canta in strofe di quattro o tre versi e inequivocabilmente si racconta di Cadice e dintorni, argomenti legati al mare e alle imbarcazioni, alla vita del porto, ci sono accenni anche alla guerra d'indipendenza e riferimenti alla Vergine del Pilar.

 
La caratteristica principale del cante por alegrìas e l'apertura del testo con le parole tirititran senza significato alcuno, se non quello, appunto, d'introdurre l'alegrìas.
 
 
 
I grandi interpreti
 

Anche se già nel 1808 si comincia a cantare e a ballare l'alegrìas, solo verso la fine del 1800 si riconoscono degli interpreti che hanno influito in questo genere di canto: lgnazio de Espeleta e Aurelio de Cadiz, erede artistico di Enrique el Mellizco, artista del canto puro del più antico stile, sono i primi importanti cantaores conosciuti por alegrìas.

 

Grandi contributi e variazioni sono stati apportati dalla Nina de los Peines, La Pompi, Maccarona, Chano Lobato, Chaquetòn e il maestro Camaròn de la Isla.

 
 
 






Abbigliamento
 
Questo ballo richiede per l’uomo un abbigliamento festoso e di colori vivaci, che dia un'aria spensierata al ballo.
 

La donna per interpretare l'alegrìas può sfoggiare la bata de cola, perchè proprio in questo genere di ballo si usano quegli immensi vestiti tutti volant e balze con strascico.

 

Le origini di questo abito risalgono all'800, quando la borghesia spagnola frequentava i café cantantes, esibendo abiti adorni di strascico, molto di moda all'epoca, chiamati appunto dagli spagnoli bata de cola.

 
Le ragazze gitane adottarono quegli abiti come vestiario flamenco per non rinunciare alla moda.
 

E' una miese molto impegnativa che richiede scaltrezza per poterlo indossare per ballare, nonché una buona tecnica e tanta esperienza perché è un abito pesante e bisogna muoverlo con un gioco di gambe piuttosto difficile, lo strascico non deve rovesciarsi, anzi, deve sempre rimanere aperto e composto e seguire la ballerina in modo grazioso in tutti i suoi movimenti.

 

In prevalenza si fa uso nei colori rosso o bianco o giallo, come lo ha adottato la bailaora Trinidad Antiguez, Trini, indifferente alle superstizioni gitane che considerano il giallo come colore sfortunato. Si abbinano dello stesso colore i fiori da appuntare sui capelli.

 
 

Come accessorio si usa il ventaglio, che si fa volare come una grande farfalla, ruotando i polsi per dentro e per fuori facendo girare a cerchio il ventaglio tenuto ben aperto e teso aiutandosi con il mignolo.

 
 
Molto usato anche lo scialle, el manton de Manila, grande quadrato di seta, originario della cultura orientale della colonie, le Filippine appunto.
 

Lo scialle divenne elemento d'estrema eleganza in tutta la Spagna, ricamato con colori sgargianti, vennero pian piano sostituiti i colibrì e i dragoni con motivi floreali e l’aggiunta di frange lunghissime che accompagnano sinuose i movimenti di chi le porta.

Questo capo raffinato conferisce alle donne un tocco di gusto e tradizione. Nel ballo è piuttosto difficile usare lo scialle, per il suo ingombro. ma è di vero effetto coreografico e scenografico.


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Maestra Silvana Ravini
 
 
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