Il mondo del ballo in Italia
13 set 2009

A cura di
Sauro Amboni
La Maestra Silvana Ravini porta in Italia la nuova Danza Orientale: 1^ parte.
 

Le origini del Flamenco:

il F A N D A N G O

a cura di Silvana Ravini
 
Per ballare bene un ballo
bisogna conoscerne le sue origini e la sua storia
 

Oggi il Fandango si balla dalla Spagna alle Filippine, dalle Canarie al Portogallo e da quest’anno anche in Italia: a lanciarlo sarà la Maestra Silvana Ravini.


 

 
Maestra Silvana Ravini
 
 
 
Lo canta anche Ligabue
“facciamo un fandango – balliamo sul mondo”
ma cos’è?
 
Prima parte



 
 
PREMESSA
 

E’ un ballo che appartiene al folclore spagnolo. Il fandango è di origine araba-mozarabica ed è comparso in Andalusia,

 

Al-Andaluz, molto prima del flamenco.


Le prime melodie di fandango risalgono alla metà del 1600. Si tratta di musica popolare, che diventa presto accompagnamento al ballo.

Esistono degli spartiti por fandangos già nel 1705, contenuti nel famosissimo “cifra de guitarra”. Questo ballo antico ebbe un impatto gitano diventando più vivace, con peculiarità flamenche e rapidamente fa parte integrante del folclore andaluso e di tutta la Spagna.

 
 
E T I M O L O G I A
 

Nell’attuale parlato spagnolo, fandango, significa gran confusione, oltre a tutti i riferimenti sulla musica e sul ballo.

Nel “Diccionario de la Real Academia” de Castilla è sinonimo di confusione, litigio, zuffa. Nell’arabo antico la parola fandoc si riferiva al serraglio e al disordine che vi regnava, perciò fandoc era l’equivalente di confusione.

Nel Glosario de Afronegrismos si trova la parola fanda che corrisponde ad un vivace ballo antico comune in Spagna. Fanda=festa, si tratta di una parola mandinga, delle popolazioni di lingua made provenienti da una zona che attualmente comprende una parte del Sudan.

 

Non sottovalutiamo che in Andalusia c’era una notevole e costante presenza di africani, tutti schiavizzati. Fanda, festa, confusione con un sapore un poco tribale dove i ballerini o i litigiosi stavano nel mezzo e gli astanti in cerchio intorno a loro, vociferando.

Poco verosimile è la provenienza dal termine fado; canto lento e nostalgico e struggente lusitano, che davvero ha ben poca attinenza con la vivacità del fandango.

 

Silvana Ravini



LA RITMICA DEL FANDANGO
 

Basato su un ritmo di 3|4 la musica del fandango ha una struttura simile alla seguidilla, al bolero e alle musiche per danza più antiche come la pasacalle e la chacona.

 

Tradizionalmente la chitarra fa da introduzione al canto che è di 4 o 5 versi, tercios, raramente di 6, spesso il ritmo cresce verso la fine per poi troncarsi.

 

Il tema principale è l’amore, ma il canto può avere sfondo politico sdrammatizzato dal suono delle nacchere e dei tamburelli.

Naturalmente i musicisti e cantanti flamenchi non hanno spartiti e nelle taverna, preferiscono interpretare un ritmo libero da schemi dove chitarre e canto si alternano e s’intrecciano giocando abilmente in improvvisazioni magistrali nel rispetto degli accordi e tonalità.

 
 

Nel ballo si mantiene un ritmo ternario, i ballerini tengono il tempo battendo le mani come nella jota e nella sivigliana, suonano nacchere e tamburelli, strumenti ampiamente documentati già nel 1600.

 
 

Nei fandangos senza strumenti,ma solo cantati e non ballati, è frequente l’accompagnamento del tamburellare sul tavolo con il pugno, le nocche, le unghie. Regole ritmiche ben precise: per il primo tempo le nocche, le unghie invece per gli altri due, scandendo il ritmo meglio di un metronomo poiché si dosano gli accenti   

 

 
COME SI BALLA

 

Il fandango è essenzialmente un ballo di coppia  (ma può anche essere un Ballo di Gruppo). Assomiglia in qualche aspetto alla seguidilla e alla sivigliana che ha ormai preso tutte le caratteristiche del ballo popolare atto a socializzare.

 

Il fandango è un ballo di festa, si balla nell’intimità dei cortili di casa e nelle piazze, è un ballo di coppia e di gruppi di coppie.

 

Si mescolano i movimenti flamenchi con quelli dei balli popolari: i ballerini eseguono delle rotazioni, vanno a incrociarsi con le pasadas, camminata a lato, come nel baile de pandero si cambia collocazione con careos, passettini fatti di lato con movimenti delle braccia uguali per uomini e donne, e si battono i piedi per tenere il tempo dando vita al bien parao, cioè letteralmente al ben fermato, vale a dire si sta nello stesso posto in bella figura con bella attitudine, con movimenti più bassi delle braccia, mentre il partner esegue degli assolo, esattamente come nella sivigliana.

Continua (per il servizio completo clicca quì).

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