Il mondo del ballo in Italia
01 feb 2011

A cura di
Sauro Amboni
La Mestra Campionessa italiana FIDS Silvana Ravini in un Saggio sulle Danze Artistiche. 1^ parte.
 
Danze Artistiche

RITMI FLAMENCHI:
LA FARRUCA

Saggio della Maestra Silvana Ravini

(Tecnico FIDS/CONI)


Maestra Silvana Ravini
(Campionessa italiana FIDS di Flamenco 2010)


Parte 1^
 
 

Sommario
  1. Premessa
  2. Osservazioni
  3. Antonio Gades
  4. La storia
  5. Le origini della Farruca
  6. Chiarimento
  7. Diffusione della Farruca
  8. Tracce scritte
  9. Etimologia
  10. La ritmica
  11. I testi
  12. Il Ballo
  13. Farruca seducente
  14. Come si balla
  15. I grandi interpreti
  16. Conclusione

 
 


Premessa

Una certa parte degli italiani ama fare polemica, si ferma alla scorza della realtà, è contenta se riesce a creare zizzania, parla scrive urla e solleva polveroni a non finire che poi alla fin fine si risolvono quasi sempre in una bolla di sapone più frutto dell’ignoranza che della conoscenza. Anche il ballo e la Danza Sportiva non sfuggono a questa squallida realtà.

Io invece amo il ballo e adoro ballare, mi interessa più la tecnica della polemica, amo più lo studio lo sviluppo e la crescita di me stessa e dei miei allievi e tantissime allieve piuttosto che il disfattismo e il pessimismo di coloro che sono immersi nel “nulla di concreto”.

Ho studiato e lavorato e ballato sia in Italia che all’Estero, ho vinto i Campionati Italiani FIDS/CONI nella mia specialità, e posso dire che un pò ovunque si insidia il germe dei “ciarlatani”, ma nella sostanza posso dire che anche nella FIDS del CONI questo germe alberga solo nei perdenti, in coloro che vorrebbero senza meritare, che la critica è l’unica cosa che sono capaci di fare, che il loro comportamento da “esclusi” è l’unica forza che li spinge verso sempre più nefaste sconfitte.

Auguro a tutti voi tanto amore per la vostra crescita, il progresso e il successo per il vostro lavoro di maestri, il vostro buon risultato di atleti se siete agonisti e la vostra gioia di sportivi e artisti del movimento.

 

 

Osservazioni

Le danze etniche e popolari sono l'espressione delle diverse comunità locali. Nei Paesi dove sono sopravvissute alla modernizzazione, assieme al repertorio musicale a loro necessario, sono danzate con molta vivacità e ultimamente sono tornate a diffondersi anche al di fuori dei confini locali e tradizionali. Oggi fanno parte delle discipline FIDS per le quali sono operativi regolamenti federali per la formazione, lo sviluppo e le competizioni.




La  FIDS  (FEDERAZIONE ITALIANA DANZA SPORTIVA)
è l'unica Federazione riconosciuta dal CONI
per organizzare e normare lo sport della Danza Sportiva in Italia
Consiglio Nazionale del CONI:
Delibera 1355 del 26 giugno 2007







 

Le ragazze del gruppo: EL BARRIO FLAMENCO (il quartiere flamenco)

della Scuola Silvana Ravini
 


UN ESTRATTO DI FUOCO E VELENO,

QUESTO E’ IL FLAMENCO: ANTONIO GADES

 

La Farruca non ha origini flamenche, non è di provenienza andalusa, non nasce come musica gitana, ma la sua forza e la sua spiccata malinconia fa riconoscere ogni gitano nella sua melodia e nel suo canto nostalgico.

 

La musica cadenzata della Farruca evoca un grande sentimento profondo, complesso, malinconico. La musica della Farruca aiuta a far galleggiare i sentimenti reconditi, aiuta a denudare l’anima, a far risalire l’intimità, i propri dolori e riconoscerli.

 

Il canto nostalgico della Farruca sembra abbia il ruolo di piangere per tutti, fa da tramite tra le pene e il sollievo dello sfogo. Il dolore ha un canto: il canto greve e ieratico della Farruca.


 

LA STORIA


Agli albori, la Farruca, era una musica per chitarra dolce e nostalgica; con gli anni prese definizioni flamenche e i chitarristi interpretano tuttora la musica per Farruca percuotendo sempre più spesso la placca bianca sulla chitarra flamenca, che serve appunto a preservare la cassa armonica dalle forti percussioni. Il suono di questa piastra bianca rende molto più incisiva la musica, è una forte sottolineatura che diventa un accento che si fonde molto bene con la musica delle corde.

 
 


LE ORIGINI DELLA FARRUCA

 

Si comincia a parlare di Farruca intorno ai primi anni del 1900, nella zona de los Puertos, la Costa de la Luz in provincia di Cadice. In quelle terre si incrociarono ritmi provenienti dall’Africa, dalle Americhe e dai Caraibi, cozzarono e s’intersecarono in maniera interessantissima.

La Farruca nasce dal canto triste degli emigranti che arrivavano dalla Galizia e dall’Asturia: regioni situate a Nord Ovest della penisola Iberica, un canto fortemente malinconico, di grande nostalgia per la terra lasciata e per la mancanza delle proprie famiglie.

Gli andalusi chiamavano “farruco” questi emigranti e Farruca i loro canti che sembrerebbe siano stati molto simili alla Tonà con un’ eco di zambra.

 
 
 


Le ragazze del gruppo: EL BARRIO FLAMENCO (il quartiere flamenco)

della Scuola Silvana Ravini








CHIARIMENTO
 

Per Tonà, nel dialetto andaluso, s’intende la Tonada, genere musicale diffuso in tutto il territorio spagnolo verso il 1600 e che ha continuato ad essere piuttosto popolare fino al 1800. Non ha molto a che vedere con la Tonà flamenca, tipica gitana

 

La Zambra, anche conosciuta come Zambra Mora è un genere musicale flamenco, originario di Granada, ed è anche una danza tipica granadina, derivante da un’antica danza araba di grande magnetismo, niente a che vedere con la danza del ventre. La Zambra è anche ballata nelle lunghe feste nuziali gitane. In Marocco con il termine Zambra s’intende una festa.

 

Treviso, 2 febbraio 2011
Silana Ravini

Continua . . . .


 
 
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