Il mondo del ballo in Italia
05 feb 2011

A cura di
Sauro Amboni
La Mestra Campionessa italiana FIDS Silvana Ravini in un Saggio sulle Danze Artistiche. 3^ parte.
 

 
 
Danze Artistiche
Etniche Popolari e di Carattere
RITMI FLAMENCHI:  LA FARRUCA

Saggio della Maestra Silvana Ravini

(Tecnico FIDS/CONI)

 




Maestra Silvana Ravini

(Campionessa Italiana di Flamenco professionisti FIDS/CONI)




Osservazione

Una certa parte degli italiani ama fare polemica, si ferma alla scorza della realtà, è contenta se riesce a creare zizzania, parla scrive urla e solleva polveroni a non finire più frutto dell’ignoranza che della conoscenza. Anche il ballo e la Danza Sportiva non sfuggono a questa squallida realtà.

Io invece amo il ballo e adoro ballare, mi interessa più la tecnica della polemica, amo più lo studio lo sviluppo e la crescita di me stessa e dei miei allievi piuttosto che il disfattismo e il pessimismo di coloro che, frustrati dall'insuccesso,  sono immersi nel “nulla di concreto”.

Ho studiato e lavorato e ballato sia in Italia che all’Estero, ho vinto i Campionati Italiani FIDS/CONI nella mia specialità, e posso dire che un pò ovunque si insidia il germe dei “quaquaraqua”, ma nella sostanza posso dire che anche nella FIDS del CONI questo germe alberga solo nei perdenti, in coloro che vorrebbero senza meritare, che la critica è l’unica cosa che sono capaci di fare, che il loro comportamento da “esclusi” è l’unica forza che li spinge verso sempre più nefaste sconfitte.

Auguro a tutti voi tanto amore per la vostra crescita, il progresso e il successo per il vostro lavoro di maestri, il vostro buon risultato di atleti se siete agonisti e la vostra gioia di sportivi e artisti del movimento.


 
Sommario
Parte 1^
  1. Premessa
  2. Osservazioni
  3. Antonio Gades
  4. La storia
  5. Le origini della Farruca
  6. Chiarimento



Parte  2^

  1. Diffusione della Farruca
  2. Tracce scritte
  3. Etimologia
  4. La ritmica
  5. I testi


Parte  3^

  1. Il Ballo
  2. Farruca seducente
  3. Come si balla
  4. I grandi interpreti
  5. Conclusione
 
Parte 3^
 
 
 
 
IL BALLO

Tutti gli esperimenti dei grandi ballerini che hanno dato una grande spinta innovativa alla Farruca hanno dato degli stupefacenti risultati.

E’ un ballo individuale o coreografato per gruppi di ballerini.

Stile ballabile dall’uomo per eccellenza, richiede grande precisione linearità, sobrietà da maschio. La danza risalta la tensione, il rispetto per la dignità della persona, della razza.

Questa danza è vigorosa, limpida, elegante, sobria, intima. La danza per Farruca è commovente, virile, travolgente che ben si presta al carattere mascolino. L’uomo che interpreta la Farruca diventa grande, maestoso, grave, bello. 

 


FARRUCA SEDUCENTE

Una Farruca d’amore, dedicata alla propria donna, non come una sdolcinata serenata ma come atto deciso di conquista.

E’ la Farruca che balla Antonio Gades nel film di Carlos Saura “Carmen Story” del 1983. Vedere questa danza ora, passati quasi 25 anni, è ancora un’emozione: è perfetta, senza sbavature, classica, eterna. Non c’è datatura.

E’ vigorosa, è potente, è dominante.

Antonio Gades ha portato le sue Farruche nei palcoscenici di tutto il mondo, fino alla sua grave e dolorosa malattia e sempre con la stessa forza, sobrietà, tensione, la stessa perfezione.

La Farruca severa, elegante, lineare, maschile ricorda un poco la pesantezza della Soleà (vedi articolo n. 149 del 15 maggio 2009).

 
 
 

COME SI BALLA

Il ballo è spesso spezzato da fasi intense e pulite delle percussioni dei piedi sonore e limpide che completano il quadro musicale dove la danza esprime propria forza e bisogna impadronirsi di una buona destrezza con golpes, plantas y tacònes, le parti della scarpa. Il lavoro ritmico è ricco di contrattempi, intricato, nervoso e sottolinea la drammaticità della musica, sta al libero piacere del ballerino e alla sua ispirazione dare colpi secchi, precisi che alternano i passi peculiari della Farruca.

Oltre ad alternare zapateados, si integra la musica anche schioccando le dita, pito, con altrettanta sobrietà.

 

Mentre il calpestio dei piedi è frenetico il ballo e i movimenti delle braccia hanno una certa aria di abbandono, di solitudine. Hanno una bella struttura fiera, estetica, ieratica, orgogliosa. La Farruca riesce ad essere asciutta, con una ampia tensione verso l’alto, una danza ispirata che conquista senza chiedere il permesso.

Con il calpestio dei piedi ha un ‘salendo’ per poi finire bruscamente. La Farruca con la sua malinconia e la sua rabbia oscura è un travolgente ritmo dove si esprime tutta la potenza della musica gitana.

Si pensa, sbagliando, che la Farruca sia castrante, che riduca l’espressività della danza, che limiti la potenzialità dei movimenti delle braccia. Che non si pensi così!

La Farruca non costringe i movimenti, e proprio la gestualità maestosa delle braccia che potenziano la danza rendendola personale e potente.

 
 
 




I
GRANDI INTERPRETI

Manuel Soto Loreto, in arte Manuel Torre, nato a Jerèz de la Frontera nel 1878 e morto a Siviglia nel 1933, diede un impeto struggente, nel canto della Farruca, molto intimo e pieno di dolore.

Il primo ballerino che si cimentò per Farruca fu Francisco Mendoza Rìos, nato a Siviglia intorno al 1880, morì nel 1938, in arte Faìco.

Ebbe una valida collaborazione con il chitarrista Ramòn Montoya che arrangiò le musiche adattandole al ballo e le sviluppò per chitarra. Ne seguirono tanti, oggigiorno tutti i più grandi chitarristi si cimentano per Farruca.

Faìco ballava e si esibiva nei locali andalusi e presentò per la prima volta una Farruca ballata al Cafè Cantantes de la Marina a Madrid nel 1906.

Manuel de Falla rese ancora più famosa la Farruca inserendola nel 1918 nel balletto “El sombrero de tres picos”. Ormai si ballava ovunque per Farruca.

Seguirono: El Gato, Jaquìn El Feo, El Pelao. Ma senza dubbio Vicente Escudero, nato a Valladolid nel 1885 e morto a Barcellona a 95 anni, è stato il ballerino che realizzò la Farruca pura e stilizzata, quale ancora è oggi.

Carmen Amaya, 1913 – 1963, rese famosa la Farruca poiché per la prima volta una donna ballava indossando i pantaloni e non per fare scalpore ma per far notare le linee pulite e geometriche della coreografia, la drammaticità dei movimenti, il ritmo incessante dei tacchi.

Antonio Gades, il divino, ha fatto sua la Farruca interpretandola con grande pathos, grande spirito, linearità, pulizia e potenza; allievo di Vicente Escudero.

Gades ballava in uno stato di grazia, aveva un ballo molto personale, nobile, e lo spettatore si faceva vicino, quasi in intimità con la sua danza.

Manuèl Santiago Maya, in arte Manolete, gitano di Granada, ballava una travolgente Farruca, un flamenco classico, elegante con precisi e virtuosi zapateados.

 

Chi ha consacrato definitivamente la Farruca al grande pubblico è Joaquìn Cortes. Nel film “Flamenco” di Carlos Saura esegue una Farruca stilizzata, molto moderna con pause accattivanti e movimenti fluidi e mascolini. Una Farruca diversa, quasi dolce, in contrasto con la grande forza che dava Gades, ma non per questo di minore effetto.

 
 

Silvana Ravini

CONCLUSIONE

La Farruca non ha origine chiaramente gitane

Si può quasi considerare un ballo di andata e ritorno, cioè un canto di un’altra terra che ha cambiato aspetto diventando uno stile flamenco, non è lo stile più antico, non è il più genuino, ma paradossalmente e lo stile che più rappresenta il flamenco.

 
 
 
 
 

La  FIDS  (FEDERAZIONE ITALIANA DANZA SPORTIVA)
è l'unica Federazione riconosciuta dal CONI
per organizzare e normare lo sport della Danza Sportiva in Italia
 
Consiglio Nazionale del CONI:
Delibera 1355 del 26 giugno 2007

 


Treviso, 6 febbraio 2011

Silvana Ravini


 
 
 
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