Il mondo del ballo in Italia
06 ott 2009

A cura di
Sauro Amboni
La Prof.ssa Costato commenta il terzo Corso CONI per Educatori Sportivi

Danza Sportiva

Sviluppo e crescita psicologica

 
Marcella Costato
 
 

In questo saggio la professoressa Costato riassume i punti salienti appresi al recente Corso CONI per Educatori Sportivi e ne commenta il contenuto anche sulla base della propria esperienza di educatrice di lungo corso.

 
 

Prof.ssa Marcella Costato


 
Sviluppo e crescita psicologica
 

La Dottoressa Adriana Lombardi ha trattato “Sviluppo e crescita psicologica”.

Un tempo lo sport era esclusivamente un’attività ginnica. Oggi la famiglia lavora assieme alla scuola e alla società, all’interno di un progetto educativo che riguarda il bambino.

Occorre quindi, fare ciò che è bene per il bambino.

 

L’attività motoria è interdisciplinare alla lettura, scrittura o al far di conto (la respirazione, infatti, s’impara attraverso l’attività motoria) e per questo motivo ha il diritto di stare nella scuola.

L’attività motoria è considerata un mezzo di prevenzione delle devianze, che si sviluppano in età infantile e aiuta a crescere da un punto di vista culturale.

L’educatore deve porsi, davanti ai bambini, come colui che sa fare e sa essere.

Egli possiede il sapere e lo sviluppa, ma deve anche entrare in relazione con i bambini e riuscire a stabilire una comunicazione reciproca.

I compiti dell’educatore dovrebbero essere quelli di:

·        Saper motivare efficacemente.

·        Riuscire ad interpretare i bisogni dei bambini.

·        Essere in grado di selezionare gli obiettivi adatti a quel determinato bambino.

·        Costruire modelli d’insegnamento che siano facilitanti.

·        Saper valutare e verificare, per tempo, al fine di procedere nella giusta direzione.

·        Produrre una documentazione scritta in modo da potersi confrontare con ciò che ha già fatto.

 
 
Lo sviluppo della personalità
 

Si ricorda che la famiglia affida all’educatore il suo bene più prezioso: i figli.

 
N.B.

E’ la famiglia che sceglie e decide per il figlio. Il bambino, molte volte, non è contento della scelta fatta dal genitore.

 
 

Un aspetto importante della psicologia dell’età evolutiva è lo sviluppo della personalità.

 

·        Si considera personalità l’unione degli aspetti biologici e psicologici dell’individuo che lo identificano come unico e irripetibile.

 

In essa sono presenti due processi:

 

·        Maturazione

·        Apprendimento.

 

La maturazione riguarda l’aspetto organico e biologico del bambino. E’ diversa per ogni individuo ed è legata alle sue esperienze.

L’apprendimento si inserisce sulla maturazione ed è l’insieme delle proposte che il bambino ha fatto proprie.

 



Luca Fontanini (Staff Tecnico)

 

Lo sviluppo infantile procede per stadi.

 

Il bambino presenta, inizialmente, uno schema comportamentale rigido.

L’educatore lo aiuta a trasferire le esperienze motorie e ad assimilarle.

In questo modo il bambino esce dal pensiero rigido, assimilando e accomodando, ossia fa sua l’esperienza e la porta all’esterno.

Egli non può, per esempio, scendere le scale se non ha imparato a camminare.

E’ importante richiamare ciò che il bambino già conosce per creare un consolidamento.

 
N.B.

Ricordiamo che lo sviluppo del bambino, nei primi anni, si basa sull’operatività: stadio pre-operatorio (2-7 anni).


 
 
Prof. Marco Manzotti

In questa fase possono verificarsi situazioni critiche: regressioni legate alla nascita di un fratellino o a liti familiari.

Il bambino che prende scuse per non andare dal maestro o dall’istruttore può trovarsi in una situazione di disagio.

Un rapporto sbagliato, raramente crea situazioni psicopatologiche, ma potrebbe succedere.

 
 
Azione & linguaggio
 

E’ importante sapere che il bambino, attraverso i sensi e la motricità sviluppa il linguaggio.

 

L’esperienza e le azioni, anziché le parole, conducono alla formazione del pensiero.

 

Durante la fase del pensiero pre-operatorio il bambino usa i simboli (facciamo finta di essere un robot, un serpente, un leone). Occorre utilizzare questa simbologia per farsi comprendere dai bambini piccoli.

 

I piccoli passano da un’azione all’altra: è bene guidarli ad un’organizzazione di pensieri più costruiti.

 

Si introduce il discorso della psicomotricità, nei bambini.

 

Questa pratica educativa, molto di moda negli anni ’80, lavora su un essere completo, formato da un’anima ( psichè) e da un corpo.

 





Dott. Ettore Maria Rizzi



La psicomotricità prende in considerazione:

·        Schema corporeo

·        Lateralizzazione

·        Concetti e schemi di base

 
 
Lo schema corporeo
 

Lo schema corporeo è inteso come la percezione di sé e del proprio corpo nello spazio. Esso non è innato, ma occorre costruirlo.

 

E’ difficile per un bambino, ad esempio, sapere cosa sta facendo, in un preciso momento, il suo piede destro, così come il saper prendere le distanze dai coetanei, durante gli esercizi in palestra.

Saper controllare il proprio corpo e le proprie azioni è un processo psicomotorio molto complesso. L’educatore, a questo punto, deve ricordare il rispetto dello spazio degli altri.

 
 
L’analfabetismo motorio
 

Si parla di analfabetismo motorio, quando i bambini sembrano impacciati, maldestri. In realtà non hanno sviluppato lo schema motorio.

La lateralizzazione, invece, è quella capacità di avere un predominio motorio sinistro o destro del nostro corpo.

 

E’ importante favorire la lateralizzazione, attraverso il gioco.

Il saltare la corda, un gioco ormai fuori moda, favorisce l’organizzazione spazio temporale, attraverso lo sviluppo delle capacità legate allo schema corporeo e alle organizzazioni percettive: saltare da destra e sinistra e viceversa, stabilire il tempo in cui entrare, saltare con un ritmo corretto.

 

Per capire cosa c’è prima e dopo deve essere chiaro cos’è il “PRIMA” e il “DOPO”. Il battito ritmico del tamburello da’ la possibilità di percepire il tempo.

L’educazione psicomotoria utilizza il mezzo di comunicazione primitivo più semplice: il contatto corporeo.

 

I bambini, a differenza degli adulti, hanno bisogno di entrare in contatto con tutti.     Essi recepiscono il linguaggio non verbale, sotto forma di tono muscolare, meglio degli adulti.  

I concetti dell’attività motoria hanno un transfert all’interno delle attività scolastiche.

 
 
Conclusioni
 

Al termine del suo intervento, la psicologa ricorda che oggi come non mai, si richiede una particolare competenza educativa nello sport.

Occorre cambiare la CULTURA
I genitori chiedono di far diventare i figli campioni.  L’educatore deve rispondere con la cultura.
 

E’ importante fornire ai genitori articoli interessanti, di giornali o riviste, riguardanti lo sport, l’alimentazione e l’educazione in generale. Occorre cambiare la mentalità fornendo cultura.

 

A questo proposito, si ricorda che il CONI mette a disposizione supporti cartacei riguardanti l’importanza dello sport e dell’alimentazione.

 

Occorre affiancare il bambino per farlo crescere sano e senza traumi da super allenamenti. E’ importante chiedere cosa è successo, quando non vuole più continuare l’attività.

 

Bisogna evitare le torture fisiche e pure quelle psicologiche.

 
 
Per l'articolo completo e il servizio fotografico, clicca quì al N. 171.

Milano, ottobre 2009
Prof.ssa Marcella Costato
 
 
 
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