Il mondo del ballo in Italia
02 lug 2009

A cura di
Sauro Amboni
La Prof.ssa Marcella Costato in un Reportage sui Campionati di Rimini 2009
 
Un breve Reportage sulla
grande manifestazione di Rimini 2009
Dott.ssa Prof.ssa Marcella Giovanna Costato

 
 
La Prof.ssa M. G. Costato
 
 
 
 
 
 
Premessa

Ho passato alcuni giorni fra i padiglioni di Rimini in Fiera fra campionati, stage, aggiornamenti e congressi ed ho concluso la mia “vacanza” a Cervia con il Congresso di aggiornamento tecnico sui 16 balli.

 
Centinaia sono state le competizioni, migliaia sono stati i competitori e decine di migliaia gli spettatori.
 

Come ogni grande manifestazione, ci sono state anche polemiche e contrasti da corridoio, ma posso affermare che, per quello che ho visto e toccato con mano, è stata una grande manifestazione, un grande successo, uno splendido spettacolo sotto tutti i punti di vista, con competizioni di eccellenza, sfide con tantissimi giovani e giovanissimi, corsi stage e congressi di indubbio valore formativo e di aggiornamento tecnico.

Ottima e imponente l’organizzazione.


 

I primi giorni

Ho trascorso i primi giorni fra gli spettatori di tutti i balli della Classe “C”; infatti ho voluto osservare come ballano gli “esordienti” amatori. Riporto in allegato alcune foto.

In questo settore ho notato una forte disparità fra i competitori, con coppie che ballavano “alle prime armi” accanto a coppie che potevo senza dubbio immaginarle nella Classe “B2” o anche nella “B1”. Degno di rilievo il fatto che in queste competizioni (benché di Classe “C”) i programmi erano liberi o quasi, cioè ho visto interpretazioni con figurazioni “oro”.


 
 

Atleti in competizione ai Campionati Standard Classe "A"
(Nella foto Antonella Barcella e Menta Emilio)

 


I giorni successivi

Ho girato un po’ ovunque, ho visto varie competizioni, curiosavo fra gli stand, ho parlato qua e là coi competitori fra gli spogliatoi.

Ne ho sentite di tutti i colori. Eccone, per esempio, una che ho sentito da una mia amica ed ex collega di competizioni quando ancora non ero maestra.

 
 

Alcuni Giudici di Gara ai Campionati
(Da sin: Fiani,  . . . . . . . , Amboni, Mattana, A. Cannata e Chiuselli)

 
Negli spogliatoi

Ciao Marcella, cosa fai qui? Ti vedo volentieri. La mia gara è stata un disastro !!!!!!!!!!!

Era la prima volta che ballavo un IDSF e mi sono trovata davanti un mondo completamente sconosciuto che mi ha lasciato molto amaro in bocca sotto tutti i punti di vista.

Le selezioni dell'IDSF sono diverse rispetto a quelle delle altre classi come quando ballavi tè: prima si balla e selezionano subito 24 coppie dopo di che si fa il redance e ne selezionano altre 12 o 24.

Da qui in poi parte la prima eliminatoria, semifinale e finale.

A livello emotivo questo modo di fare le selezioni è pesante in quanto per ogni batteria (di circa 15 coppie) ne vengono selezionate solo 2 o 3, le altre ballano il ripescaggio e quindi è come se la tua prima possibilità fosse già stata bruciata.

Nelle gare normali invece chi passa il primo turno balla al successivo ma sempre in salita quindi sei più spronato e "gasato" nel ballare.

Noi abbiamo ballato bene il primo turno ma non siamo rientrati nelle 2/3 coppie subito selezionate quindi ero già demotivata per poter ballare il redance.

Unisci a questo il fatto che su 15 coppie i giudici in un minuto e mezzo di ballo fanno fatica a vedere e quindi danno le croci alle coppie più vistose.

Dopo il nostro primo turno il mio maestro mi ha detto che avevamo ballato molto bene ma non mi avrebbero mai votato a causa del mio look in quanto l'abito non si vedeva assolutamente in pista rispetto ai mega abiti delle altre dame.

Inoltre io ero abituata a gare ballate con persone educate ed oserei dire "umane".

Qui invece mi sono trovata davanti un covo di serpi, dallo sguardo torvo delle altre dame/cavalieri traspirava odio allo stato puro.

Immagina che nella mia vecchia categoria avevamo creato un clima di amicizia tra tutte le coppie, in pista si rideva e ci si faceva l'occhiolino se una coppia urtava l'altra.

In questa gara invece la pista sembrava un campo di lotta: addirittura un cavaliere a dato una gomitata in testa di proposito al mio partner solo perchè ci trovavamo nell'angolo dove lui doveva andare a ballare la sua figura.

Non ti dico poi qui negli spogliatoi: man mano che la gente arrivava spostava i tuoi borsoni che già avevi sistemato sulla panca per mettere i loro ed addirittura salviette sporche e bottiglie venivano appoggiate sopra i tuoi abiti.

Mi sono così lasciata prendere dalla tensione e quando siamo entrati per il nostro secondo turno non ho ballato ma mi sono fatta trascinare come un sacco di patate!

Più io faticavo a ballare più il mio povero partner si innervosiva e mi strattonava in quanto non mi sentiva sotto controllo e per me era sempre più difficile ballare, come il cade che si morde la coda.

E' stata una performance orribile.

Il risultato di questa esperienza di IDSF, come vedi, è alquanto triste: questo è il livello più alto di ballo ma lo è in maniera inversamente propozionale all'educazione ed ai rapporti umani.

Comunque è sempre stata un'esperienza che mi ha mostrato il retro della medaglia del mondo nel quale ecc. ecc. . . . .

 
 
 
Giovanissimi atleti in gara ai Campionati


Gli ultimi due giorni

Per il penultimo giorno, un sabato, sono stata al Palazzetto dello Sport di Cervia dove si è svolto un importante Congresso di aggiornamento Tecnico sui 16 balli.

 

Il Congresso, aperto (gratuitamente) a tutti i tesserti FIDS e proposto ad un pubblico motivato anche se poco numeroso (80-100 tecnici), è stato introdotto dal Presidente nazionale  MIDAS Piercarlo Pilani.

Il Presidente ha ricordato a tutti l’importanza e soprattutto l’utilità dell’attività del Maestro di Balli e Danze di Società (i 16 balli) e il dovere di ogni Tecnico di aggiornarsi, crescere e imparare.

A lui spetta, infatti, il compito importante di incentivare, coltivare e diffondere, nel settore d’ingresso amatoriale, la passione per il ballo e le danze sportive.

 

Pilani ha commentato, ad un pubblico attento, le parti formative del testo di riferimento “Balli e danze di società”. Si è soffermato in particolare sugli aspetti riguardanti la didattica e il vocabolario necessario ad ogni “vero” Maestro di danze. Ha ricordato, a questo proposito, che il “Maestro dei 16 balli” è automaticamente giudice di gara della categoria amatoriale.

 

Il volume, che presenta una discreta serie di movimenti per ogni danza, non prevede ampliamenti con altre figure o altri balli. Si ritiene che gli autori del testo abbiano svolto un lavoro più che ragguardevole mettendo a disposizione dei Maestri un testo di facile consultazione, ma di contenuti esaustivi.

Le variazioni inserrite e commentate ad ogni figurazione consentono un ventaglio di alternative per tutti i gusti, per tutte le coppie e per tutte le capacità di creare e interpretare coreografie.

 
 
 
I relatori e tutor al Congresso

Relatori, intervenuti nella presentazione e dimostrazione pratica dei diversi balli, sono stati  i Maestri: Tonino Altomare, Angelo Cannata, Mirko De Bona, Ortensia Fiani, Pietro Trifoglio con vari Tutor per gli allenamenti e le prove fra i quali Salvatore Rodelli (dalla Sicilia), Sauro Amboni (dalla Lombardia), Gabriella Mattana (dal Veneto), Luigi Marini ed altri.

Il Maestro Altomare, in riferimento al testo di ballo ne mette in evidenza le caratteristiche di semplicità d’apprendimento. Ha ricordato che è fondamentale, per chi si avvicina al ballo, riuscire a capire con facilità i movimenti e la tecnica altrimenti rischia di demotivarsi e abbandonare.

 
 

Alcune strategie metodologiche sono state messe in atto, per aiutare il principiante:

·        Viene proposta la camminata progressiva perché risulta più facile rispetto a quella laterale, dove occorre unire i piedi.

·        Si suggerisce la possibilità di introdurre l’incrocio del piede, nel Valzer Lento, Mazuka e Tango, ciò in preparazione all’ incrocio nel giro Dx, del più difficile Valzer Viennese.

Si cerca, quindi, di permettere alle persone di ballare subito tutti i balli e non solo alcuni, come avviene solitamente nei corsi collettivi.

·        Si presenta il Tango prima del Foxtrot per un discorsolegato all’elevazione. Prima la coppia impara a muoversi (abbassata) nel tango, in seguito troverà più facilità ad elevarsi nel foxtrot.

·        A proposito del tango, non si raccomanda mai abbastanza il discorso musicale. Altomare ha precisato che il Tango è una marcia ed è necessario utilizzare musiche in cui la rullata sia molto evidente.

 
 
 

I Maestri Trifoglio e Fiani hanno illustrato e dimostrato tutti i movimenti del Tango Argentino, previsti dal testo.

 

Il Maestro Angelo Cannata con la collaborazione della (Maestra Mattana) ha presentato un programma di Rumba Beguine e l’ha messo disposizione degli interessati.

 

I relatori hanno poi presentato il Samba e il Jive, ricordando la fondamentale azione bounce, (leggera flessione delle gambe) necessaria per la perfetta esecuzione di queste danze.

 
 
 
Le Danze Folkloristiche Brasiliane
 

Nel corso della giornata il Presidente ha annunciato, fuori programma, che la FIDS ha riconosciuto i primi Maestri di Danze Folkloristiche Brasiliane.

A questo proposito, un gruppo di giovani ballerini, guidati dal Maestro Luigi Marini, si sono esibiti in una serie di danze tipiche.

 

La manifestazione si è conclusa con le Danze di gruppo presentate dalla maestra Maria Vincenza Kalì.

 
 




La Maestra Maria Vincenza Calì



 
Le interviste e le domande
 

Dom. al Maestro Salvatore Rodelli. Caro Collegaq, cosa ne pensa della scarsa affluenza a questo convegno?

 

Rodelli. In parte è dipeso dalle condizioni meteorologiche avverse ma, probabilmente, l’iniziativa è stata poco divulgata. Credo che sia presente un po’ di scetticismo da parte della base anche se è il giusto processo di crescita per dare ai maestri la possibilità di formarsi.

 
 
 

Dom. alla Maestra Salvatori Maria Luisa. Come le sono sembrati i formatori?

 

Salvatori. Chiari nelle spiegazioni, anche se alcuni partecipanti mi sono sembrati poco preparati.

 
 
 

Dom. al Maestro Tonino Altomare. Non le sembradifficile proporre il passo incrociato nei tre balli?

 

Altomare. Il testo dà semplicemente dei suggerimenti, offre delle opzioni, senza voler contraddire ciò che è già stato appreso. La finalità dell’incrocio è, soprattutto, quella di mantenere composta la coppia che inizia a ballare.

 
 
 

Dom. alla maestra Ortensia Fiani. Come giustifica la poca affluenza alla manifestazione?

 

Fiani. Probabilmente, ciò è dovuto alla concomitanza dei campionati di Rimini che hanno richiamato molte persone.

 
 
 

Per il servizio fotografico completo clicca qui al N. 157.

 
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Marcella Giovanna Costato

Milano, 2 luglio 2009



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