Il mondo del ballo in Italia
28 ott 2011

A cura di
Sauro Amboni
LA SIMBOLOGIA NEL FLAMENCO.

Maestra Silvana Ravini
(foto a fianco).

Campionessa italiana
FIDS 2010 di Flamenco.

 

Interessanti riferimenti simbolici trovano largo spazio nella gestualita' della danza flamenca, nell’espressione facciale  e anche negli abiti flamenchi, da non sottovalutare.

 

Ogni colore è abbinato ad uno stato d'animo, é come il linguaggio dei fiori. Nessuna donna vestirebbe il nero per ballare sivigliane alla Feria de Abril e nemmeno l'azzurro per ballare una soleà. Ogni genere di ballo flamenco esige una particolare attenzione all'uso dei colori negli abiti.

 

Pois, in francese, pallini, in italiano, lunares, in castigliano. Molti abiti flamenchi sono a pois, grandi, piccoli e colorati. Lunares: come la luna. Quando un ballerino esegue un semicerchio con le braccia o al suolo camminando si chiama mezza luna, si trova nel flamenco e anche nel tango argentino. La luna è un elemento ricorrente anche nella danza classica indiana, madre del flamenco, luna considerata sacra.

Pois bianchi su fondo nero o scuro o rosso sangue, significano la luna piena, è uno stato d'ottimismo. Pois neri su fondo bianco o chiaro significano il nero di luna, quando la luna manca dal cielo, segno d'ansia e negatività. Si usano stoffe di questo tipo per ballare generi tristi e inquieti, sia negli abiti femminili che nelle camicie degli uomini. Ci sono anche pois che si sormontano blu e rossi, bianchi e verdi ecc. rappresentano le fasi lunari.

 

La luna calamita I'acqua, governa le maree e anche i lunatici, dal momento che l'uomo a fatto principalmente d'acqua è facile elemento di magnetizzazione. Luna: dea orientale che simboleggia la saggezza. La luna magica, danzante simbolo misterioso e amico nel Bharata Natyam e negli antichi mudra, gestualità, delle Davadasi, ballerine dei sacri templi.

 

II ventaglio è un accessorio molto comune nella vita spagnola di tutti i giorni, in Andalusia soprattutto. E' un complemento elegante e non è mai di troppo. II ventaglio si usa in tutte le occasioni, di legno e pizzo a teatro, dipinto a fiori per le feste e le cerimonie, in chiesa nelle funzioni religiose, completamente nero ai funerali, in tinta unita per la danza. II ventaglio si maneggia continuamente, aiuta a valorizzare il viso delle donne, aiuta anche a dare un certo tono alle signore timide e posto davanti al viso rende riservata una chiacchierata proteggendo anche il labiale. II linguaggio che cela il ventaglio è semplice e molteplice. Chiuso è segno di tranquillità e voglia di rimanere da sole, se si batte il ventaglio su una mano è chiaro che si è impazienti od estremamente, ostentatamente annoiate.

 

Con il ventaglio chiuso è permesso salutare accostandolo al petto per un saluto intimo ed affettuoso o alla fronte come un saluto da torero. II ventaglio aperto che si muove piano, piano davanti al petto significa che si è disponibili alla conversazione, che si ha tempo a disposizione e non c'é fretta, ma se è sventolato davanti al viso muovendo perfino i capelli... aspettatevi di tutto perchè c'e in arrivo una burrasca. C'è modo e modo di chiudere e aprire il ventaglio; lentamente aiutandosi con I'altra mano è un movimento molto seducente o di scatto con un gesto secco del polso che non lascia replica.

Non si lascia in giro il ventaglio quando si usa per una festa o una cerimonia o quando si balla, si chiude e s'infila nella scollatura, è un oggetto molto personale.

 

Tauroflamencologia è la definizione che dà Jose Blas Vega nel suo Dizionario Enciclopedico del Flamenco all' ”insieme delle similitudini estetiche e di talento fra l’arte di    toreare e l’arte flamenca".

 

Nei tempi passati lavorare nell'arena come toreadores o sui tablaos come bailaores erano le uniche vie di successo sociale per il popolo gitano, le uniche vie per essere apprezzati superando i pregiudizi razziali.

II ballerino di flamenco, e sempre più spesso anche la ballerina, si atteggia nell'arte del combattere i tori.

 

La tauromaquia è l'antica usanza che risale al 2000 a. C. già nelle culture mediterranee, é l'arte di sfidare un toro enorme con abilità, scaltrezza e plasticità nei movimenti; burlandosi di lui e dei rischi che il combattimento comporta.

 

II ballerino emula la cappa del torero levandosi sprezzante e lentamente la giacca, ma attento, fissa sempre lo stesso punto immaginario, il toro. In una situazione di tensione gioca con la giacca scuotendola piano come se fosse la muleta.

 

La danza continua e il ballerino con le gambe divaricate, facendo perno su se stesso, disegna delle mezze lune con i movimenti delle braccia, è all'erta e aspetta. Con la giacca invita alla sfida il toro immaginario come se fosse la Forza del Destino. II toro in quel momento non c'e ma si percepisce una profonda energia di rivalsa, di rivincita contro qualcosa di grande e d'inafferrabile e il ballerino non smette di fissare quel punto dove dovrebbe esserci il toro, dove ha focalizzato i suoi dissapori , le sue amarezze e il suo dolore ed è pronto come un torero a combatterle e a vincerle con rabbia e determinazione, è fondamentale. Che importa perdere la vita se è una vita mediocre.

 

Bisogna vincere, quel grande grosso toro, affrontare la vita. Si deve. E' un tributo alla vita stessa. Si vince o si perde e quanti hanno preferito morire piuttosto che rimanere nella sabbia dell'arena zoppi e vinti. La vittoria sul toro ha un sapore di esaltazione, di totale supremazia. II torero, il ballerino è il vincitore, nessuno è più di lui, ha abbattuto l'enorme toro. Ha ucciso la sfortuna, la miseria, il suo carico di pena, le umiliazioni subite anche da tutta la sua famiglia.

 

E' premiato con la vita, una vita diversa, migliore, una vita da invincibile poichè ha vinto anche sulla morte. E il ballo si fa esultante.

II ballerino di flamenco ci fa capire chiaramente un dualismo molto forte:

con il calpestio dei piedi s'intende quanto sia ancorato alla terra, vedendo i movimenti delle sue braccia armoniose ci viene in mente l’aria.

 

II flamenco é una danza terrigna, non si salta, non ci sono volteggi in aria, non si libra.

Ai ballerini non sono richieste delle caratteristiche fisiche, poichè nel flamenco non è necessario essere sottili e diafani, giovani e tonici. Nel flamenco, nel ballo come nel canto, si è sé stessi senza sforzo. E' apprezzato l'artista maturo, senza alcun dubbio, perchè può interpretare meglio un brano, riversandoci il proprio vissuto con un'intensità interpretativa che difficilmente un ragazzino può avere.

 

Tra i gitani ci sono molti giovanissimi che sono grandi interpreti, ma è una storia a parte, proprio perché gitani, appartenenti ad una cultura sociale profondamente radicata nella famiglia. Loro vivono iI vissuto dei loro padri ma, non solo, di tutto un popolo, il popolo dei gitani, i figli del vento, come vuole definirsi questa orgogliosa popolazione un tempo nomade.

 

 

Treviso, 1 novembre 2011
Maestra Silvana Ravini
(Campionessa italiana FIDS di Flamenco 2010)

 


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