Il mondo del ballo in Italia
03 ago 2009

A cura di
Rosario Rosito
LE 5 REGOLE PER RICONOSCERE UN ARTICOLO VERO DA UNA PUBBLICITA’ INGANNEVOLE
Elencherò man mano varie motivazioni che mi hanno spinto a redigere questo articolo. E’ veramente pressante la pubblicità, neanche tanto occulta, per la promozione e la vendita di corsi, aggiornamenti, testi, Dvd, e materiale didattico di varia natura, da parte di esperti e maestri legati ad ambienti sportivi, economici o culturali da interessi personali e scopi reverenziali. È facile individuare a chi e a cosa mi riferisco, basta leggere su questo o altri siti le pseudo “recensioni” che fanno un vero tam tam pubblicitario sempre sullo stesso materiale, sempre sugli stessi testi, sempre sugli stessi corsi e sempre con lo stesso sistema: la finzione di voler rendere un servigio ai lettori. Per rendere più verosimile tale finzione, gli articoletti di volta in volta cambiano titolo e forma, ma non la sostanza ed il messaggio di fondo, che è martellante come una campana di Siena: se vuoi fare il maestro di ballo devi rivolgerti a tizio e caio, devi acquisire “quel titolo e solo quello”, devi comprare questo mirabolante testo scritto nientepopodimenoche da “Sua Eccellenza illustrissima”, devi “spendere” in quella direzione, che è l’unica affidabile, l’unica realmente formativa, l’unica riconosciuta da questo o quell’ente supremo, l’unica “unta” dal Signore sulla via di Damasco… insomma l’UNICA ASSOLUTA. È qui interviene la prima motivazione che mi spinge a scrivere: non esiste alcuna unicità in questi ambiti, né di valore del titolo da acquisire, né di affidabilità del materiale didattico, né di competenza dei relatori e dei formatori. Il tentativo di “far credere” quello che non è, sul dizionario è indicato come pubblicità ingannevole, mistificazione, imbroglio, ed anche peggio.
Eppure ci sono diverse realtà, scuole ed associazioni, che con semplicità ed onestà pubblicizzano le loro offerte delineandone con chiarezza i contorni, senza chiaroscuri truffaldini, specificando finalità dei corsi, valore reale dei titoli acquisiti, oneri e competenze. Ho già fatto qualche esempio al riguardo, ma posso farne uno personale. Se un giornale deve fare una recensione musicale, a chi si affida? Ad un redattore tuttologo pur avendone uno con specifiche competenze musicali? La risposta è scontata: per discutere tecnicamente di musica o per recensire onestamente un testo di didattica musicale, occorre competenza approfondita della materia! Altrimenti è solo uno sterile tentativo pubblicitario. Essendo questa la mia professione da oltre 30 anni, posso dire che ciò spesso non accade su internet: si ostinano a “spiegare” la musica, recensire libri di musica, persone che di musica conoscono appena qualche regola di solfeggio. Ovviamente le recensioni riguardano sempre i testi della propria “parrocchia” (intendendo per parrocchia il proprio ambito operativo, sia essa la federazione o qualunque altra associazione). Che squallore!
Veniamo allora alle 5 regole d’oro per scovare i furbetti del quartierino:
1.   Prima regola: chi recensisce più volte lo stesso libro, ha “un debole personale” o interessi a farlo che, se non dichiarati esplicitamente, denotano un tentativo di pubblicità ingannevole .
2.   Chi, elencando dei testi specificamente tecnici, ne ignora qualcuno, nonostante sia evidentemente un testo che tutti conoscono ed apprezzano, è plausibilmente in malafede o non sufficientemente esperto ed informato. In ambedue i casi, inaffidabile.
3.   Chi si propone come esperto di una materia deve averne una provata esperienza e competenza. Non basta certamente avere un nome altisonante o un titolo accademico, seppur importante, ma di diversa natura.
4.   È altresì poco credibile chi ignora qualunque offerta formativa, qualunque titolo e qualunque testo che non faccia parte della propria “parrocchia”. È una presunzione che sfiora la ridicolaggine tentare di far credere che al di fuori della propria realtà non ci sia nulla di buono!
5.   Prima di dare pieno credito a chicchessia, su qualunque sito si esponga, è buona regola effettuare una semplice ricerca su internet (a volte basta semplicemente scrivere il nome su google o altro motore di ricerca) per accertarsi che la persona sia realmente riconosciuta competente in “quella specifica materia”.
Poche e semplici precauzioni per non lasciarsi circuire da chi, dall’alto della propria cultura o posizione dominante, si è spinto a credere che il popolo di internet sia formato da perfetti idioti.
Rosario Rosito, 3 agosto 2009
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