Il mondo del ballo in Italia
02 lug 2015

A cura di
Sauro Amboni
Le colonne del Ballo e della Danza Sportiva Italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Premessa.

 

Dall’esperienza fin qui raggiunta mi corre l’obbligo, in questa breve nota, un riepilogo di quanto ho gia'  ampiamente trattato agli stage e ai congressi e che più volte ho posto in discussione in riunioni e assemlee.

Ciò, in quanto vedo ancora assenti, sul piano deontologico, quei comportamenti che dovrebbero essere i Dogmi per tutti, dai Competitori ai Giudici e ai Dirigenti di ogni livello.

Spero con ciò che, coloro che ancora non l’hanno capito, che hanno o prenderanno in mano le redini per la guida del sistema, ad ogni livello, ne facciano tesoro.

 

 

La coerenza.

La coerenza deontologica (per tutti) deve andare oltre ai regolamenti, agli statuti e alle intricate norme sempre in continuo cambiamento.

Sarebbe ora che l’umiliante schiaffo morale di coloro che passano il turno perché hanno in Giuria il proprio maestro e quei giudici che hanno in pista i loro allievi dovrebbero vergognarsi. Ciò anche se i regolamenti in molti casi non lo vietano.

 

 

I pilastri.

Il successo e la carriera sono sempre figli di una dura gavetta” e, come diceva Catone, “quello che ti manca chiedilo sempre in prestito solo a te stesso”.

Questi principi sono pilastri di vita e capisaldi di qualità e di eccellenza senza i quali trionfa l’inettitudine, la mediocrità e la bassezza.

Ciò, sia per quei competitori che “prestano i fianchi” ai loro maestri per passare il turno e sia per quei maestri che hanno come “guida” della loro missione di insegnate il proprio ignobile tornaconto personale.

 

 

I particolari.

Ritengo inutile entrare quì nei particolari e descrivere situazioni che sono sotto gli occhi di tutti. E’ sufficiente seguire le gare da vicino (in qualsiasi veste), capire il perché dei cambiamenti e delle regole istituzionali, partecipare a qualche congresso o assemblea o stage, ecc. per rendersi conto delle “correnti” di potere devianti, degli accordi occulti per gestire gli interessi di parte, delle decisioni che non tengono conto della realtà e dell’omertà istituzionale di chi decide (ad ogni livello).

Per fortuna che tutto ciò riguarda una esigua minoranza; ma si tratta di una minoranza deviante!

 

 

L’omertà.

Ci sono molte associazioni e federazioni sia di competitori che di maestri e tecnici; ma quante di esse sono trasparenti?

Quali sono quelle che pubblicano i verbali delle riunioni regionali o nazionali?

Quali sono quelle che rendono noti i criteri di scelta di coloro che dirigono le commissioni tecniche, le commissioni di nomina dei giudici, i coordinatori di attività organizzative, ecc.?

Quali sono quelle che rendono noto l’elenco trasparente dei propri iscritti con, in caso di maestri, i recapiti, le qualifiche acquisite e le informazioni di carattere professionale molto utili agli allievi, ai genitori e a chiunque interessi?

Quali sono quelle associazioni che hanno un tariffario da far rispettare alle scuole e agli insegnanti iscritti alla associazione stessa? Tutte, o quasi tutte, le altre organizzazioni hanno la tabella degli onorari con le tariffe per le prestazioni. Vengono pubblicate dalle associazioni di categoria, dalle Camere di Commercio, dalle più svariate associazioni, ecc.

 

 

I media.

Sono solo due riviste di un certo target sul Ballo e la Danza Sportiva in Italia:

una è “La Danza” pubblicata dall’ANMB, come organo ufficiale dell’Associazione dal 1992, con articoli tecnici, commenti, verbali degli organi istituzionali (questi, ovviamente, riservati solo per i soci), e notizie sia per competitori che istituzionali. Si tratta di un serio e autorevole organo di informazione (fondato dal Direttore Responsabile Sauro Amboni alla sua guida fino al 2008; successivamente il D.R. è Fabrizio Silvestri),

e la seconda è “Tuttoballo”; rivista di tecnica cultura e comunicazione del Ballo e della Danza Sportiva, on-line dal 2004 all’indirizzo www.tuttoballo.net . Si tratta di una rivista indipendente, alla quale collaborano professionisti, competitori, cultori e redattori di ogni categoria, di ogni associazione, di ogni livello e di ogni specialità. E’ un potente organo di informazione e comunicazione.

Che fine hanno fatto le riviste che una volta pubblicavano la FIPD, il MIDAS, la FIDS, ecc.?

C’è la solita scusa dei costi, che tutto si può mettere in internet, e alibi simili. Ma la morale per me è riconducibile all’inerzia, alla mancanza di trasparenza istituzionale e all’assenza di un reciproco dialogo nei due sensi: lettore e editore cioè fra socio e dirigenti.

 

 

E i dirigenti?

Dal passato lontano in ANMB,  al presente nelle nuove associazione, ho conosciuto e lavorato fianco a fianco  molti dirigenti regionali ma soprattutto nazionali.

Non ho potuto fare a meno di pesarli, valutarli, capire il loro comportamento, rendermi conto delle loro capacità rispetto ai programmi sbandierati alle elezioni e paragonati poi ai reali consuntivi.

Non voglio qui esprimere giudizi sulla singola persona ma posso però affermare che obiettivamente e in generale siamo lontani (molto lontani) dalle Linee Guida Europee presentate dello SNAQ (Sistema Nazionale di Qualifica dei Tecnici Sportivi).

A questo proposito si legga con molta attenzione questo documento (lo SNAQ) già acquisito dalla Scuola dello Sport del CONI per la sua applicazione alle federazioni in Italia.

Se vogliamo far parte dell’Europa a tutti gli effetti, dobbiamo per forza applicare lo SNAQ anche noi.

Facciamo l’esame di coscienza, guardiamoci allo specchio e vediamo quanti di noi si riconoscono nello SNAQ.

 

 

Chi è il Leader?

Il successo delle nostre Associazioni è direttamente proporzionale all'utilizzo del suo potenziale (dirigenti e non). I Leader delle nostre associazioni devono possedere:

  1. esperienza,
  2. cultura di base (lo SNAQ, anche solo per fare il Tecnico dal secondo livello, prevede almeno il Diploma di Scuola Media Superiore),
  3. intelligenza brillante,
  4. buona capacità manageriale e di guida,
  5. forte orientamento verso il fare e non solo al dire,
  6. capacità di motivare i soci,
  7. capacità di trasformare gli obiettivi in traguardi,
  8. forte capacità a comunicare con trasparenza,
  9. ricordarsi sempre di essere al servizio dell'associazione e non di se stessi,
  10. sapersi rinnovare e favorire il proprio ricambio e non il contrario (modificando lo statuto),
  11. possedere le abilità e le capacità per risolvere rapidamente i problemi,
  12. essere affidabili, avere iniziativa ma saper anche delegare,
  13. essere attivi e socievoli, onesti e trasparenti,
  14. avere una forte capacità ad adattarsi alle nuove situazioni,
  15. possedere una forte capacità di mediazione.

 

Sei un leader? Sei un Dirigente? Fai l’esame di coscienza!

 

 

Conclusioni.

Abbiamo in Italia circa: 5 milioni di appassionati di Ballo, 130 mila competitori iscritti alle varie associazioni e federazioni, 10 mila maestri qualificati a vario livello nelle varie associazioni, circa 400 dirigenti regionali e circa 100 dirigenti nazionali delle varie associazioni.

Il Ballo e la Danza Sportiva è ancora in evoluzione (anche se la crisi economica fa da freno) e abbiamo bisogno di una classe dirigente (a tutti i livelli) all’altezza dei ruoli e di un comportamento deontologico, etico e morale di tutti, degno dello spessore sociale, sportivo ed economico del sistema Ballo e Danza Sportiva italiani.

 

 

Osservazione finale.

Oggi la spinta all'eccellenza viene ostacolata da una pedagogia che punta sulla facilità, la mediocrità, l'improvvisazione. Ma con la banalità e la mediocrità la società non si sviluppa e l’individuo si deteriora.

L'eccellenza si ottiene solo se, ogni volta, facciamo meglio della volta precedente.

Solo chi è esigente con se stesso sviluppa la capacità di giudicare ciò che vale e ciò che non vale.

Abbiamo bisogno di una classe dirigente all’altezza dei difficili tempi che viviamo e che ci aspettano.

Ma tutto comincia dall'individuo, dalla sua motivazione, dal suo impegno a realizzare l’eccellenza.

 

 

Una divagazione affettiva.

Ecco ora i colleghi dirigenti nazionali e regionali, personaggi di rilievo, campioni, collaboratori e redattori per servizi giornalistici.

Tutti amici che negli ultimi anni hanno occupato o raggiunto posizioni di rilievo nella complessa “macchina” del sistema ballo in Italia e coi quali ho partecipato alla direzione e alla gestione del sistema Danza Sportiva nazionale e territoriale nella mia lunga appartenenza al mondo del ballo in Italia. (Vedi Galleria Immagini quì sotto).

Qui mi limito a quelli che ho conosciuto personalmente e coi quali ho svolto attività comune e che ringrazio di cuore per la loro generosità e devozione al mondo del ballo e per la personale amicizia che nutro per loro.

Smettiamola di fare critiche sterili e non costruttive: sono stati commessi anche degli errrori; tutti ne possono commettere (solo chi sta alla finestra a guardare non sbaglia mai). L'ho detto tante volte: "LA CRITICA AGLI ALTRI E' L'ARTE DI CHI NON SA FARE DI MEGLIO".

Chi oggi ha responsabilità direttive e di scelta, abbia rispetto di ciò che gli è stato consegnato da coloro che hanno costruito, di ciò che ha trovato fatto da coloro che li hanno preceduti.

Abbia rispetto dei suoi predecessori, di coloro che hanno creato quanto ora essi dirigono e possiedono e che ancora oggi, molti di loro, onorano la Danza Sportiva  con la propria fattiva attività. Ne ricordino l’opera con onestà, stima e rispettosa deferenza.

 

 

Nella galleria immagini qui sotto ecco questi cari ed encomiabili amici.

Per la visione corretta, cliccare col mouse sull'immagine.

 

Sauro Amboni

 

 

 


Leggi: Tuttoballo

Rivista di tecnica cultura e comunicazione del

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