Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
LE FRASI MUSICALI
'C’è qualcosa che innesca un senso d’insicurezza in una larga rappresentanza di maestri di ballo. Non riesco a spiegarmi, altrimenti, le continue domande intorno alla scomposizione dei brani musicali in semifrasi, frasi e periodi. Attenzione, non sono solo maestri neo-diplomati a porre i quesiti, ma anche affermati maestri di rinomata esperienza. Ho già spiegato in un precedente articolo (“BISOGNA AVERE ORECCHIO!” ) che analizzare un brano musicale è una questione d’orecchio, cioè di capacità di riconoscere le “parti musicali” che via via si susseguono, e che questa pratica è del tutto naturale per un professionista del ballo. Allora dove sta il problema? Nell’ignorare una nomenclatura appropriata? Beh, se fosse solo questo, credo di aver già pubblicato articoli che trattano in maniera piuttosto esaustiva la questione. C’è qualcos’altro invece e proverò a dimostrarlo. Quando non si conosce sufficientemente una materia, nel nostro caso la musica, si tende a “distorcerne” le conseguenze, sia in positivo sia in negativo. L’unico strumento che dà l’esatta misura dell’incidenza della “non conoscenza” sull’attività del professionista, è la conoscenza stessa. Da qui l’ansia di sapere, che induce il maestro a “caricare” di significati e valenze argomenti che potrebbero essere liquidati con semplicità e serenità. Ho letto diverse imprecisioni, anche su siti “specializzati”, che hanno certamente contribuito a creare questo generalizzato senso d’insicurezza nei maestri di ballo; e questo è accaduto, accade ed accadrà, finche non sarà chiaro a tutti che, l’argomento “musica”, non può essere liquidato ricorrendo a “chi ne sa qualcosa in più”, ma va trattato dai professionisti della musica, insegnanti e musicisti, che abbiano sufficiente esperienza nel mondo del ballo. Non è possibile imbastire un sereno discorso di cultura musicale con chi è disorientato dalla mancanza di elementi basilari culturali specifici della materia e da informazioni fuorvianti recepite attraverso canali a dir poco approssimativi e confusionari. Per l’analisi formale di un brano e la nomenclatura specifica, rimando ai seguenti articoli, pubblicati su questo stesso sito: “ESEMPIO PRATICO D’ANALISI MUSICALE DI UN BRANO”, “IL DISCORSO MUSICALE”, “ELEMENTI DELLA STRUTTURA MUSICALE”, “COMPENDIO MUSICALE PER MAESTRI DI BALLO”, oltre al già citato “BISOGNA AVERE ORECCHIO!”.

Rosario Rosito, 20 settembre 2005
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