Il mondo del ballo in Italia
08 dic 2011

A cura di
Sauro Amboni
Le grandi figure del Flamenco. 1: Carmen Amaya.

 

 

 

 

 

a cura della Maestra Carla Povellato
(foto a fianco)
.
 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Le origini

Carmen Amaya, grande cantante e danzatrice gitana, rappresenta uno dei miti del baile Flamenco, una delle più grandi “Figure flamenche” del ventesimo secolo, conosciuta ed ammirata in tutto il mondo.

Nata a Barcellona nel 1913 nelle baraccopoli del Somorrostro, morì il 19 novembre del 1963. Di lei si dice che “nacque con la Danza nell’anima ed il sentimento nella carne”.

 

La carriera

Si esibì sin da bambina, lungo le strade della sua città natale, accompagnata dal padre chitarrista. Non frequentò mai un’accademia, la strada, la calle, fu la sua scuola.

Danzava come una selvaggia, con estrema energia e rabbia, in modo “antiaccademico”, ma naturale, spontaneo, incredibile, unico.

A soli undici anni iniziò il suo percorso artistico con tournée in tutta la Spagna, al seguito della compagnia di Manuel Vallejo, debuttando a Madrid, con il nome de “La Capitana”.

A sedici anni si esibì all’Esposizione Universale di Barcellona, cui fece seguito il Teatro la Zarzuela di Madrid, e poi una serie di partecipazioni, come attrice, nei film “La hija de Juan Simon”, 1935, e  come protagonista insieme a Pastora Imperio  in “Maria de la  O”, nel  1939.

 

Dalla Spagna a New York e infine alla Casa Bianca

Durante la Guerra Civile Spagnola, fu costretta a fuggire e si rifugiò a Lisbona ove si fece conoscere ad un pubblico entusiasta delle sue performances.

Da lì si trasferì in America sia al Nord che al sud facendo apprezzare un ballo sino ad allora sconosciuto affermandosi anche come coreografa e diffondendo la cultura flamenca.

Si succedettero successi incredibili, da vera star. Tappa successiva, New York, Casa Bianca.

Roosvelt stesso le donò un bolerino tempestato di diamanti, ma lei, un’anima indomita, orgogliosa, lo strappò distribuendone i pezzi tra i danzatori che l’accompagnavano.

 

Una celebrità per il Mondo

Dopo gli anni ’40, questa incredibile bailaora, divenne una delle più famose celebrità holliwoodiane, partecipò a tournée in tutto il mondo, a Parigi, Londra, Roma, Madrid, in Argentina  e fu protagonista di moltissime pellicole cinematografiche.

Tutto il mondo si innamorò di lei. A Londra, ricevette i complimenti della regina.

Il grande chitarrista Sabicas, la accompagnò musicalmente durante quegli anni e con lui ebbe una grande storia d’amore.

 

Il ritorno alla terra natìa

Ritornata in Spagna nel 1947 fu accolta come una dea: aveva affinato la sua arte ed era diventata famosa, pur senza stravolgere i principi del ballo Flamenco.

Un ballo popolare che racconta la vita della gente comune, spesso oppressa, ma indomita.

Nel 1952 sposò il chitarrista Juan Antonio Aguero.

Terminata la cerimonia andò a provare per uno spettacolo.

Una gitana purosangue, una danzatrice INEGUAGLIABILE, una creatura di piccola statura che mentre ballava, sembrava incredibilmente alta, la più grande di tutti i tempi.

 

Ora ecco il nuovo mondo Flamenco

Rivoluzionò il mondo flamenco interpretando per la prima volta nella storia, ruoli tipicamente maschili, come il palo (stile) della Farruca intensificando il “taconeo” (gioco ritmico dei piedi), riservato esclusivamente all’uomo, ed in pantaloni.

La Farruca è uno stile di baile flamenco di origine galiziana; il suo nome deriva dal termine “farrucos” con cui venivano chiamati gli emigranti galiziani ed asturiani.

Ha un compàs, frase ritmica, di 4/4 ed è tipicamente maschile.

Sobrio, elegante, è caratterizzato da un grande lavoro ritmico di taconeo, e remates incisivi e sonori.

Gli anni dal 1960 al 1963, videro Carmen impegnata in continue tournée in Europa e America, nonostante la sua grave ed impietosa malattia.

 

L’attrice famosa

La sua ultima interpretazione, affiancata da Antonio Gades, fu il film ”Los tarantos” del’63. Danzò per l’ultima volta a Malaga. La sua prematura morte fu un  grande dolore per il mondo artistico del Flamenco.

Tre anni dopo al Parque de  Montjuic  a Barcellona fu inaugurato il suo monumento, mentre in Argentina a Buenos Aires, le fu dedicata una strada.

 

 

Un monumento

Il 19 novembre 2011 il Museo del Flamenco di Siviglia, de Cristina Hoyos,  con Victor Bravo y  Rosa Belmonte, Bailaores, Natalia Marin, al cante Andres Martinez, al Toque (chitarra), hanno dedicato  con incredibile passione una magica serata in ricordo di un’artista di estremo spessore e valore.

Rosa Belmonte si è esibita in una Farruca, rigorosamente interpretata indossando abiti maschili. “Era el suyo  baile de mujer? de hombre?.....Poco importa. Era unico y de una dimension incalculable”…..F.H.Gomez.

 

 

Maestra Carla Povellato

Treviso, 10 dicembre 2011

 

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