Il mondo del ballo in Italia
18 lug 2012

A cura di
Sauro Amboni
Le ultime competizioni: i punti critici osservati.

a cura di Angela Scipioni
(foto a fianco).

Voglio riassumere qui i piu' frequenti punti critici (rilevati anche da maestri  piu' esperti di me) emersi alle ultime gare e campionati, sperando di contribuire a migliorare le performance dei competitori per le prossime gare da settembre.

 

 


 

Premessa

 

Quest’anno ho avuto impegni di lavoro che mi hanno impedito di assistere alla settimana in cui si sono disputate le finali dei Campionati FIDS di Rimini.

Sono stata però presente alle prove di Campionato (Fabriano, Biella, Bergamo, ecc.) e a numerose gare nel Nord Italia (Torino Open, Alassio Italian Open Championship, Trofeo Barbara Baudraz a Savona, Trofeo Lombardia Dancing a Castellanza, Trofeo Lombardia Dancing a Desio, Trofeo Città Di Milano, Trofeo Delle Rose a Varese, Trofeo New Europe Dance a Milano Cornaredo, Campionato a Vanzaghello (Mi), Trofeo Telethon a Castellanza, Trofeo Città Di Pinerolo Torino, ecc.).

Per alcune di queste competizioni ho redatto io stessa il resoconto e per altre ho letto la cronaca fatta da altri relatori.

 

 

Osservazione

 

Voglio tirare le somme e riassumere qui alcuni semplici e elementari  punti critici evidenziati (anche da personaggi più esperti di me) sperando di contribuire a migliorare le performance dei competitori per le prossime gare da settembre.

 

 

I più frequenti punti critici osservati

 

  1. Al primo posto si sono notati molti, troppi, “fuori tempo” in tutte le classi, categorie e balli.
     
  2. Tantissimi anche i “lavoro dei piedi” in modo improprio con scorretto uso della “pianta tacco” o “punta tacco” ma con l’errore di mantenersi “su” col “solo pianta” o solo “punta” con la conseguente assenza di flessione e di swing ed anche di perdita di equilibrio.
     
  3. Molti i lavori dei piedi scorretti col frequente uso di “tacco pianta” al posto di “pianta” o “punta” con conseguente ballo piatto al movimento precedente e ritardo nell’elevazione.
     
  4. Molte, troppe, le coppie che non hanno osservato la corretta azione dei piedi con tanti movimenti di solo tacco anziché “tacco pianta”, oppure di tacco anziché di pianta o punta. Questo ha provocato un ballo “piatto”, povero di swing e senza la necessaria spinta.
     
  5. Troppi i movimenti forzati, artificiosi, quasi volgari nelle danze latine; dimenticando di fare bene i movimenti facili.
     
  6. Raramente si usano le figurazioni nuove ma si vedono coreografie con movimenti e figurazioni che si usavano 10 o 20 anni orsono; si ha una ballo povero di gestualità, senza brio e troppo statico.
     
  7. Una insistente assenza di capacità a gestire lo spazio con frequenti momenti nei quali molte coppie si trovavano concentrate in qualche angolo e con il resto della pista (anche molto ampia) semivuota.
     
  8. Ho notato spesso una scarsa capacità a mantenere la performance necessaria per tutta la durata del brano musicale con cedimenti della coppia, interruzioni, coppie che non sono riuscite a ballare per tutta la durata dei 90 o 100 o poco più secondi. Troppe le coppie in queste condizioni.
     
  9. Sono troppe le coppie (in tutte le Classi, ma principalmente nelle “A”) che ballano con la Tecnica perfetta (come dei robot) ma senza “anima”, senza una propria originalità gestuale, senza poesia, senza dare emozioni! Non facciamo diventare le coreografie di ballo come delle procedure da computer!
     
  10. Sono troppe le coppie (in tutte le Classi e Categorie) che hanno interpretazioni troppo “meccaniche”, troppo “robotiche” e poco ma molto poco “espressive”! Con un tecnicismo freddo in cui è assente l’interpretazione “poetica”. La Tecnica è la base essenziale di partenza da cui costruire poi il Ballo.
     
  11. Scarsa l’espressività e l’interpretazione; per esempio dal sorriso deve trasparire spontaneità, gioia e piacere; non deve essere “prefabbricato” e una fotocopia per tutti i balli (per esempio nel tango non si sorride!).
     
  12. Persiste la pessima abitudine di trovarsi all’inizio di un turno con una o due coppie che mancano all’appello del Direttore di Gara. E poi si chiamano per la seconda volta, e poi la terza! E poi, quando è possibile, si spostano nella seconda batteria. Il direttore di Gara richiama e invita sempre le coppie 10 o 20 minuti prima del loro turno a prepararsi e tenersi pronte. Qui, è questione di educazione e non si fa stare in pista 8 o 10 o più coppie ferme, immobili, a “raffreddarsi”, e 9 o 11 Giudici a “pazientare” per sopportare la maleducazione degli altri. Prima della tecnica è bene insegnare agli allievi “l’etica comportamentale”.
     
  13. E’ carente il corretto uso del Floorcraft in tutte le classi e categorie (compresa la classe AS). Manca l’abilità di usare lo spazio disponibile che c’è nell’ambiente per avere un costante avanzamento lungo la pista senza scontrarsi con altre coppie, di sapere variare, o alternare, la quantità di giro di una amalgamazione, di usare variazioni, che all’occorrenza consentano agevolmente di poter e saper retrocedere senza porre ostacolo alla progressione di altre coppie,  e di saper riprendere e pronti a continuare con un’altra variazione. Si tratta di Ballo cioè di una tecnica frammista all’arte che si vede e di cui si ammirano le forme e i movimenti che esso produce mediante la coppia che si muove e che deve dare emozioni; che poi influenzano l’opinione del giudice di gara e soprattutto l’apprezzamento del pubblico. Il ritmo, il movimento a tempo di musica, l’azione dei piedi, capire come vengono usati, come ottenere un deciso movimento fluido e scorrevole. Questo manca in molte coppie.

Per l'articolo completo, clicca qui e vai al N 320.

 

Dr.ssa Prof.ssa
Maestra Angela Scipioni
Boario Terme (BS)

 

 

 

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