Il mondo del ballo in Italia
15 gen 2013

A cura di
Sauro Amboni
Lettera aperta di Alberto Pregnolato

 

 

 

 

 

 

(nella foto a fianco il
Maestro Alberto Pregnolato).

 

 

 

 

 

 


 

L’Italia che non vorremmo.

(Lettera aperta di Alberto Pregnolato)

 

 

Cogito ergo sunt (Penso dunque sono) sosteneva Cartesio.

 

Bene anch’io oggi sto pensando e rifletto per capire il significato dei tanti sms, le telefonate ricevute e le interessanti discussioni che su Facebook spuntano come i funghi.

 

E mi chiedo, ma perché scegliamo di farci male e poi ci lamentiamo?

 

Certo il lamentarsi è divenuto lo sport più diffuso, nel nostro bel paese, dimenticando peraltro il valore del consiglio che pubblicizzano i medici dentisti:

 

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE.

 

Non riesco proprio a capire chi sceglie il “male” e poi si lamenta perché è male.

 

 

Se guardo dall’altra riva del fiume, come si suol dire, mi accorgo d’altro canto della pochezza dell’essere umano.

 

 

 

Basta che a qualcuno venga dato un certo ruolo, per farlo sentire importante, dimenticandosi che per certi ruoli ci vuole competenza e che quei ruoli richiederebbero di essere svolti con coscienza o per essere più precisi con “sana coscienza”.

 

 

  • Quando chi governa è incapace e ha ottenuto la sua posizione solo vendendo la propria dignità a persone che hanno rovinato un ambiente, sviluppando sistemi che devono essere definiti con il loro più appropriato nome: MAFIOSI.

 

  • Quando si offrono posizioni di prestigio e di “comando” a persone amiche dei malavitosi affinché continuino a reiterare comportamenti antisportivi.

 

  • Quando le persone per migliorare la propria posizione accettano compromessi che tolgono loro dignità e libertà.

 

  • Quando di fatto si permette a un monopolio di distruggere un ambiente creando miraggi che ipnotizzano giovani talenti, che saranno a loro volta i portatori del virus anche nel futuro.

 

L’unica cosa che potrebbe avere un senso, per chi dirige, sarebbe il ritirarsi in meditazione su un monastero, per riflettere sulle responsabilità di certe scelte che permettono di fatto al continuo deterioramento di un ambiente e di una nazione.

 

 

Essere Italiani è stato per anni un vanto.

Dopo la seconda guerra mondiale abbiamo saputo “tirarci su le maniche” e con grandi sacrifici abbiamo dato valore ai nostri prodotti, che sono stati esportati poi in tutto il mondo, ma essendo prodotti in Italia.

Ora molti scappano all’estero e di fatto non rappresentano più il Made in Italy, ma in cambio siamo ora famosi come un popolo di ladri e corrotti.

La “bella Italia” il sogno di tanti è divenuta la “triste Italia”.

 

 

Sappiate che arriva per tutti il momento delle scelte.

La vita è fatta di scelte.

Si può continuare a godere dei privilegi ricevuti.

Si può rimanere inattivi e piangersi addosso.

 

Oppure si può dire basta:

 

IO NON CI STO

 

dando a certi comportamenti una svolta e riprendendo in mano le redini della propria vita.

Personalmente ritengo ci siano solo due motivi che ci spingano a fare qualcosa: sapere di poterla controllare oppure provare piacere nel farla.

 

Pertanto se fai qualcosa che non controlli e neppure provi piacere, hai una sola scelta sensata, devi CAMBIARE.

 

Se saprai abbattere i blocchi mentali che ti poni, smettendo di avere paura più delle opinioni che ti hanno inculcato delle cose che delle cose stesse.

Se ti guarderai intorno quindi con una mente aperta, saprai cogliere le opportunità che la vita ti offre.

Ma se tu sei cieco in questo momento e fai finta d’ignorarle per paura di ripercussioni future, significa non capire che non avrai mai un futuro felice.

 

Il momento delle parole è ormai terminato, solo con i fatti puoi avviare il processo per costruire l’ambiente dove provi piacere, ma sappi che ciò comporta la disponibilità di un cambiamento, anche nel tuo modo di essere, perché frequentando ambienti ad alto contenuto di radiazioni si finisce inesorabilmente per essere avvelenati e ciò accade a tutti al di là se nutrono anche sentimenti positivi o meno.

 

Non rinviare a domani quello che puoi fare da oggi stesso, perché già esiste, e vedrai che molti delusi, se ben motivati e guidati riusciranno a costruire l’ITALIA CHE VORREMMO.

 


 

 

Breve Biografia di Alberto Pregnolato

 

Alberto Pregnolato è nato a Padova il 03/08/1962, grazie agli studi giovanili ha conseguito la maturità scientifica, ma anche se iscrittosi all’Università Ca’ Foscari di Venezia ha preferito poi seguire la grande passione per la danza, recandosi a studiarla prima in Germania e poi in Inghilterra.

  La passione dalla danza gli è stata trasmessa dai genitori, anch’essi la praticavano, e già dai tempi del Liceo si dilettava ad aiutarli nell’insegnamento.

 

In coppia con Evelina, ha iniziato a competere come amatore nel 1980, passando nel 1982 alla classe internazionale.

Nel 1986 si sono felicemente sposati ed ora hanno 2 figli un maschio ed una femmina.

 

Nel 1989 sono divenuti professionisti, vincendo per ben 10 volte il titolo di Campioni Italiani in diverse specialità (Latini, 10 Danze e South American Show Dance).

Grazie a ciò hanno rappresentato l‘Italia all’estero, da Miami a Tokyo nei campionati ufficiali, disputando la finale ai Campionati Mondiali nel South American Show Dance e nella Combinata 10 danze.

Per 6 anni consecutivi sono stati finalisti ai Campionati Europei 10 balli e nel 1996 ne sono stati i vice campioni.

 

In Gran Bretagna, patria d’origine della danza sportiva, hanno disputato le finali nelle più prestigiose competizioni per la specialità Professionisti Latini Rising Star per 2 volte agli UK, International e Blackpool.

 

Durante la propria carriera competitiva Alberto si è dedicato anche a difendere i diritti dei competitori creando il SCP (Settore Competitori Professionisti) di cui ne è stato eletto Presidente.

 

Molte sono state le battaglie affrontate quando l’allora gruppo dirigenziale ANMB non permetteva di competere liberamente ai professionisti, essendosi venuta a creare la UPID (Unione Professionisti Italiani della Danza, un’associazione che raccoglieva molti dei top ex ballerini e maestri).

 

Storica è stata anche la battaglia per ottenere la possibilità di avere il doppio tesseramento ANMB/FIAB  (FIAB era l’acronimo dell’allora federazione riconosciuta internazionalmente e poi divenuta FIDS), vietato a quei tempi dall’ANMB, fintanto che un gruppo di competitori da lui capitanati si recarono a Roma per discutere con l’allora Presidente, il dottor Franco Querzé.

 

Alberto fu il primo a firmare coraggiosamente il modulo di tesseramento alla FIAB, ritenendo che il divieto fosse un grave atto contro i diritti degli insegnanti, in qualità di lavoratori. Pochi giorni dopo il divieto infranto diede a tutti la possibilità di tesserarsi liberamente.

 

Ritiratosi dalle competizioni nel giugno del 1998, si è quindi dedicato completamente all’insegnamento.

Tra i suoi allievi si sono particolarmente distinti i fratelli Franceschi Stefano e  Chiara Campioni del Mondo Youth Danze Standard, Giovannini Domizio e Baldo Annisa Campioni del Mondo Senior Danze Standard, Vescovo Maurizio e Torokgyorgi Melinda Campioni del Mondo Amatori Danze Latino Americane, Capraro Benedetto e Faiola Marta Campioni del Mondo IPDSC Danze Latino Americane, Ghigiarelli Maurizio ed Andracchio Manuela Campioni Europei IPDSC Danze Latino Americane, Regnoli Roberto e Berto Tania Campioni del Mondo IPDSC Classic Show Dance.

 

Durante i 33 anni d’insegnamento sono veramente moltissimi anche i titoli nazionali conquistati dai propri allievi nelle specialità Danze Standard, Latino Americane, Combinata 10 Danze, Classic Show Dance e South American Show Dance.

Al tempo stesso ha dedicato parte della sua energia candidandosi ed essendo eletto con il massimo dei voti come Consigliere Nazionale ANMB, per la durata di un biennio, il tempo di un mandato.

 

Il 13 luglio 2003 è stato eletto dirigente della LITDS (Lega Italiana Tecnici di Danza Sportiva), ricoprendone il ruolo di vicepresidente, fino allo scioglimento della stessa nel 5 marzo 2005 per la formazione del STF (Settore Tecnico Federale). Anche in questa struttura ha svolto ruoli dirigenziali sia come Responsabile delle Danze Internazionali prima, che come Coordinatore della commissione tecnica delle danze latino americane dopo.

Il 14 giugno 2005 gli è stata conferita la BENEMERENZA come tecnico FIDS: “per lo straordinario contributo dato allo sviluppo della danza sportiva nella nostra nazione raggiungendo straordinari risultati agonistici a livello mondiale”.

 

Dal 2006 ha iniziato a dedicare molto del proprio tempo agli studi, forse perché lasciati in età giovanile a causa della grande passione per danzare, che ora però non pratica più.

 

Ha frequentato dunque con successo un primo corso presso la Scuola dello Sport del CONI a Roma, mettendo a frutto le proprie esperienze secondo le linee guida federali.

A conclusione del corso ha redatto un testo guida sulle “Caratteristiche dei sistemi di formazione per allenatori FIDS”, ricevendo il 22 dicembre la qualifica di Allenatore di IV° livello.

 

Nel maggio 2006 è stato il capitano del Team Italiano che ha vinto, per l’unica volta nella storia della danza sportiva italiana, il prestigioso “British Championships Professional Invitation Team Match” a Blackpool.

Ha continuato gli studi presso la Scuola dello Sport del CONI, divenendo anche l’unico tesserato FIDS esperto di preparazione fisica riconosciuto negli elenchi del CONI ed ha redatto un testo sui “Primi principi – La preparazione della stagione agonistica per atleti di danza sportiva”.

 

In data 11 dicembre 2007 è stato nominato direttore AIDAS (Accademia Italiana della Danza Sportiva) struttura FIDS che fungeva da centro di ricerca e si occupava della formazione dei tecnici e dei giudici di gara, portando a compimento con successo gli incarichi affidatigli.

I riconoscimenti della preparazione tecnica acquisita e soprattutto la competenza specifica sviluppata in tema di formazione per i giudici, gli è stata internazionalmente riconosciuta. Infatti è stato richiesto come relatore da molte federazioni; Polonia, Ucraina, Romania, Spagna, Portogallo, Serbia e Francia.

 

Per migliorare le conoscenze su materie complementari alla propria professione ha partecipato presso il CEDA di Bologna a seminari su: Stretching, Postura e appoggio podalico, Massaggio di base, Massaggio sportivo, Traumatologia sportiva.

Mentre per gli aspetti mentali ha ricevuto attestazione dall’ISI-CNV in qualità di Practioner e poi di

Master in Ipnosi e PNL.

Nella Scuola dello Sport del CONI ha frequentato anche seminari di Coaching, Ricerca e studio del talento, Recupero e rigenerazione nelle attività agonistiche intense e sulla Giustizia Sportiva ed Ordinaria.

 



Maestro Alberto Pregnolato
15 gennaio 2013

 

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