Il mondo del ballo in Italia
08 nov 2013

A cura di
Rosario Rosito
LETTERA APERTA DI DUE GIOVANI BALLERINI MOLTO DELUSI

Pubblichiamo una lettera aperta di una coppia di giovani atleti inviataci per conoscenza, che certamente merita attenzione e che speriamo faccia riflettere, soprattutto noi adulti.

Ill.mo rag. Christian Zamblera Presidente FIDS p.c. dott. Giovanni Malagò Presidente CONI
Non è stato per nulla facile prendere carta e penna e cominciare a scrivere con razionalità i fatti accaduti, quando le emozioni ti travolgono e ti fanno provare solo sensazioni negative nei confronti del tuo interlocutore. Siamo due ballerini di 10 danze che hanno raggiunto la classe AS nelle danze standard e A1 nelle danze latine. Abbiamo relativamente: Ivan 23 anni e Ylenia 17 e balliamo da quando avevamo: Ivan 7 anni e Ylenia 6 anni. Naturalmente siamo sempre stati dei tesserati Fids. Come atleti abbiamo sempre cercato di mettere il massimo impegno nella pratica di questo sport, dedicandoci tutto il tempo che rimaneva dopo lo studio, con grandi sacrifici sia nostri che delle nostre famiglie che ci supportano mentalmente, ma purtroppo anche economicamente, poiché ballare è uno sport costoso. Nel 2010 abbiamo partecipato, come consuetudine, ai Campionati Italiani di Rimini cercando di dare il meglio in pista e accettando il verdetto, ma… Scoppiato il caso che definiamo per semplicità di Danzopoli veniamo a conoscenza che nelle danze latine tutti i nostri sforzi non erano serviti a nulla in quanto la nostra posizione di semifinale era già scritta nei fogliettini consegnati ai giudici di gara, per le danze standard è successo anche di peggio, non ci avevano incluso nella finale e per paura del nostro insegnante, persona risaputamente molto schietta e chiaramente contro i comportamenti di questi personaggi, ci hanno incluso nella finale, togliendo comunque il valore di quel risultato. Alla fine la giustizia sportiva è intervenuta con pesanti sanzioni e nella vita si sa bisogna guardare avanti. L’atleta pensa chiusa una parentesi negativa, si ritorna in pista, si balla e ora dopo un commissariamento e con un nuovo Presidente si ripartirà da zero ed invece? Peggio di prima… Ci tesseriamo per la stagione agonistica 2012/13 con delle regolamentazioni che ci permettono di svolgere altre attività oltre a quelle della Fids. Ci prepariamo durante l’estate, con lezioni ed allenamenti. Ci organizziamo voli aerei, prenotiamo hotel, prepariamo i nuovi vestiti, insomma facciamo tutte quelle operazioni che i ballerini fanno per affrontare una gara importante, ma… Qualche giorno prima di partire scopriamo che la Fids emana un nuovo regolamento di gara, il Rasf, che ci impedisce di gareggiare al di fuori della Fids, contravvenendo a quelli che sono i nostri diritti di cittadini, prima che ballerini. Vogliamo farle notare, caro Presidente, che non abbiamo mai ricevuto 1 euro dalla federazione, anzi abbiamo sempre pagato noi. Non abbiamo in essere un contratto, tipo quelli milionari dei calciatori, ma sono soprattutto le nostre famiglie che ci finanziano e per non gravare completamente sulle famiglie io faccio il trainer nella nostra società sportiva, mentre Ylenia che ha solo 17 anni deve ancora completare gli studi. Noi ci chiediamo se quando scrivete certe regole, vi ricordate che come dirigenti dovreste essere al nostro servizio, perché sinceramente vediamo solo che volete imporci il vostro potere. Caro ex Presidente, per noi, si rende conto per un ballerino quanto sia motivante il sogno di poter danzare all’Albert Hall di Londra? Giudicato dai migliori maestri del mondo, da quelli che hanno fatto la storia del ballo? Mentre lei ci ha proposto un padiglione della fiera, giudicati dai gregari dei team che l’hanno sostenuta alle sue recenti elezioni? Ci rendiamo conto della gravità di ciò che sosteniamo, ma ormai in Fids queste cose le sanno anche i genitori dei bambini della 8/9 anni. Quindi se gli adulti, che dovrebbero insegnarci l’educazione e la morale non capiscono che sarebbe da molto giunto il momento di dire basta, allora ci vogliono dei giovani, come noi che abbiano il coraggio di dirvelo apertamente, che la dovreste smettere di giocare con la vita degli altri. Abbiamo dovuto pertanto e a malincuore inviare le nostre dimissioni alla Fids per non essere nuovamente sanzionati e sanzionata peraltro la società a cui siamo iscritti. Ma assurdità delle assurdità nello stesso giorno che queste regole diventano attuative il Presidente comunica nel sito federale che le stesse vengono bloccate. Solo in Italia possono accadere queste cose! Solo in Italia ci si può rendere ridicoli fino a questo punto e si gioca sulle vite dei giovani quasi fossero dei beni da vendere e comprare come nel famoso gioco del Monopoli. Ma se volete giocare, perché non lo fate fra di voi nei palazzi e lasciate tranquilli di ballare i ragazzi? Ora cosa dovremmo fare? Riscriviamo un’altra lettera chiedendole di riammetterci in Federazione, quasi fossimo stati cattivi e a testa bassa dovessimo farci perdonare… Ebbene no, non pensiamo sia questo che dobbiamo fare. Qui se c’è qualcuno che ha sbagliato è lei approvando un regolamento nel quale vorrebbe prendersi l’ardire di controllare la nostra vita, mentre lo stato le affida il compito di regolamentare la nostra attività federale. Noi non siamo riusciti ad essere selezionati per ballare nell’Albert Hall. Abbiamo mancato il nostro obiettivo purtroppo, ma da sportivi sappiamo che abbiamo un anno davanti per lavorare duramente ed avverare il nostro sogno. Ma chi ha invece perso veramente è solo la sua credibilità, come dirigente, e peggio ancora chi ha perso veramente è la danza sportiva italiana, che sta continuando a dare ai giovani lezioni di vita che ci fanno palesemente capire che per ora in Fids di sportivo c’è solo il nome. Si critica molto la nostra generazione di giovani, forse a ragione, ma noi per ora impariamo dalle sconfitte in pista e vogliamo migliorare il nostro ballo con il sudore, sperando nel futuro di realizzare i nostri sogni e consapevoli che da adulti non vogliamo diventare come voi.

In fede Iacobbe Ivan Dalla Bona Ylenia

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