Il mondo del ballo in Italia
30 mag 2008

A cura di
Rosario Rosito
Lezioni di musica da ballo 5^ parte
Adagio, allegretto, brioso, sono indicazioni di andamento (impariamo anche quest'altro termine). L'andamento è l'indicazione della velocità della musica. Niente a che vedere col tempo che, lo ripeterò sino alla noia, indica il numero ed il valore di battiti e suddivisioni "a prescindere" dalla musica che contiene.
Il termine tempo trae in inganno, lo so, perché ci fa pensare al trascorrere dei secondi e dei minuti, ma dobbiamo abituarci a pensare al tempo musicale come ve l'ho descritto io, un contenitore.
 
Tempo = quantità e valore dei battiti (pulsazioni di un brano e loro anatomia).
Andamento = velocità d'esecuzione del brano.
 
Dall'invenzione del metronomo in poi l'andamento si esprime più efficacemente indicando la velocità dei battiti. Ad es. 1/4 = 100, significa che in un minuto ci saranno 100 battiti di 1/4 l'uno.
Prima dell'invenzione del metronomo l'unico modo per esprimere la velocità di un brano era quello di usare le espressioni di andamento (allegro, vivace, adagio, lento, ecc. ecc.). Per essere meno grossolani si ricorreva anche a delle colorite locuzioni, ad es.: Vivace con brio, allegro assai, adagio marziale, allegretto ma non troppo, andante con poco moto, ecc.
Più o meno i corrispettivi valori metronomici sono i seguenti:
 
Largo: da 40 a 58
Larghetto: da 60 a 63
Adagio: da 66 a 72
Andante: da 76 a 104
Moderato: da 108 a 116
Allegro: da 120 a 160
Presto: da 168 a 192
Prestissimo: da 200 a 208
 
Nei testi di ballo l'andamento è spesso indicato come "tempo" ed è espresso in "battute al minuto". Sia dal punto di vista pratico che da quello storico è una cavolata stratosferica.
Essere "fuori tempo" è un'espressione generica e molto usata che può significare tre cose:
 
1) ballare senza alcuna cognizione della velocità della musica (cioè dell'andamento). Questo accade quasi esclusivamente ai principianti, che non "sentono" ancora la velocità, ed eseguono i passi troppo velocemente o troppo lentamente.
 
2) ballare senza rispettare gli accenti del ritmo. Ad esempio, partendo col passo in avanti sull'uno nel cha cha, anziché sul due. In tal caso, pur rispettando l'andamento, si è fuori tempo.
 
3) ballare senza rispettare gli accenti melodici. Può capitare in questo caso di chiudere delle figure prima o dopo la chiusura musicale (frasi e periodi).
BATTERE E LEVARE
Battere è un'attività che si svolge per lo più lungo i marciapiedi di periferia e significa offrire il proprio corpo in cambio di un corrispettivo in denaro...
Sto scherzando, calma.
Dunque se inizio un passo su un accento forte del tempo (ad esempio sull'accento metrico che è il primo di ogni battuta), sto iniziando quel passo "in battere". Le cadenze delle marce militari, ad esempio sono tutte in battere. Il primo passo della mazurka o dl valzer è in battere, come quasi tutti i primi passi standard.
Al contrario, quando il passo "marca" un passaggio debole del tempo musicale, sto iniziando quel passo "in levare".
Volendo essere più analitici diciamo: in un tempo binario (2/4, 3/4, 4/4 ) abbiamo, per ogni battito, una suddivisione in battere ed una in levare.
In un tempo ternario (6/8) abbiamo, per ogni battito, una suddivisione in battere e due in levare.
Nei conteggi musicali che abbiamo visto in precedenza, sono chiaramente in levare tutte le "&".
Prima di procedere oltre questi primi concetti di tempo e velocità, vorrei affrontare l'argomento "sincope e contrattempo", perché può servire ad introdurre efficacemente il discorso sul "ritmo".
Abbiamo appena chiarito la differenza tra battere e levare, semplificandola, in estrema sintesi, in questo modo:
 
Battere = passo che inizia su un accento forte.
Levare = passo che inizia su un accento debole.
(ricordiamoci che gli accenti che abbiamo sin qui conosciuto sono solo battiti e suddivisioni).
 
Se effettuo una serie di passi organizzati in modo da marcare sempre la parte debole del tempo (voglio essere noioso: sto parlando di tempo e non di ritmo), allora ottengo dei movimenti "sincopati". Detto in altre parole, la sincope è lo spostamento dell'accento dalla parte forte del tempo a quella debole. Si ottiene marcando il levare a scapito del battere. Ripetendo sistematicamente una determinata sincope ottengo il sincopato che è già sinonimo di ritmo, perché non può essere un'azione fatta a prescindere dalla musica. Mi spiego meglio. Mentre quando ragionavamo sul tempo, immaginavamo un metronomo e delle battute vuote, ora che ragioniamo sulla sincope dobbiamo immaginare l'esistenza di una musica, di un brano, rispetto al quale noi effettuiamo il sincopato, cioè sovvertiamo la logica sequenza di "battere e levare" insita nel tempo. Volendo essere più realisti e meno teorici, accade questo: la musica è essa stessa sincopata (cioè non "rispettosa" della monotona sequenza di accenti del tempo - e qui già stiamo introducendo il concetto di "ritmo delle danze") ed il ballo ne ricalca, a modo suo, le caratteristiche ritmiche.
Rosario Rosito, 30 maggio 2008
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