Il mondo del ballo in Italia
10 giu 2008

A cura di
Rosario Rosito
Lezioni di musica da ballo 7^ parte
Che cosa sono le note? Parliamo sempre di note, molti conoscono anche i nomi, semibreve, minima, semiminima, croma ecc., ma cosa sono? E qual è il loro rapporto coi suoni? Note e suoni sono la stessa cosa?
 In realtà vi avevo già detto, tra le righe, cosa sono le note:
La rappresentazione grafica dei suoni; il disegno in parole povere.
Ed un disegno ubbidisce a ragioni grafiche che nulla hanno a che vedere col suono. La differenza tra un suono e una nota è la stessa che c'è tra la fotografia di una persona e la stessa persona in carne ed ossa, mi spiego? La fotografia avrà delle caratteristiche (formato, colore, tipo di carta) e la persona rappresentata ne avrà delle altre (Misure... carattere, nazionalità ecc. ecc.). Però, se mostrandovi la foto di pincopallino vi dico "questo è pincopallino", nessuno si sognerà di obiettare alcunché. Questo è un po' quello che accade con la musica: ci si confonde continuamente tra suoni e note.
Il suono è un fenomeno naturale. Un suono si distingue per:
Altezza
Intensità
Timbro.
 
L'altezza è quella caratteristica che ci fa distinguere i suoni in acuti e gravi ed è determinata, fisicamente dalla frequenza (oscillazioni al secondo).
 
L'intensità è il volume, la forza del suono, fisicamente è l'ampiezza dell'oscillazione.
 
Il timbro è la fonte sonora. Se ti giri di spalle ed io riproduco due suoni, di pari altezza ed intensità, uno col pianoforte e l'altro con la voce, tu riesci perfettamente a distinguerli, perché diversa è la fonte sonora. Fisicamente è la forma d'onda che caratterizza le fonti sonore (il suono di una chitarra avrà una forma d'onda diversa dal suono di un pianoforte).
 
La nota non è un fenomeno naturale ma d'invenzione; rappresenta graficamente il suono, insomma "lo disegna". E' evidente che avrà altre caratteristiche distintive, che sono:
Altezza
Durata.
 
L'altezza della nota non è l'altezza del suono. nel caso della nota, l'altezza è la sua posizione sul pentagramma. Le note che stanno più in alto sul pentagramma, "rappresentano" suoni più acuti, mentre quelle che stanno più in basso rappresentano suoni più gravi. A voler essere pignoli dovremmo dire "alta e bassa" quando ci riferiamo alle note ed "acuto e grave" quando ci riferiamo ai suoni, ma ormai, nel linguaggio comune questi termini sono divenuti sinonimi perfettamente intercambiabili.
 
La durata di una nota è la figura usata (breve, semibreve, minima, semiminima, croma, semicroma, biscroma, semibiscroma e quintupla). Gli americani, molto più efficacemente evitano questi termini e parlano di "doppio intero", "intero", metà, quarto, ottavo, sedicesimo, trentaduesimo, sessantaquattresimo e centoventottesimo, riferendosi direttamente alle durate relative delle note.
Ricapitolando:
Un suono avrà una sua forma d'onda, un’ampiezza dell'oscillazione ed una frequenza d'oscillazione che, al nostro orecchio, si traducono in fonte d'emissione del suono, volume ed altezza (più a meno acuto o grave).
La nota "fotografa" l'altezza del suono su un pentagramma e ne indica, attraverso la figura usata, anche la durata.
Rosario Rosito, 10 giugno 2008 
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