Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
LISCIO, GASSATO O MORTADELLE?
'Allo zio di Raoul, al secolo Secondo Casadei, va ascritto il primato di fondatore del genere liscio. Raoul ne ha assorbito musicalità e passione ed ha aggiunto una sua formidabile intuizione: lo spettacolo, il coinvolgimento del pubblico attraverso le gags, le battute, le canzoni ironiche ed orecchiabili. Nasce così l’Orchestra Spettacolo, oggi imitatissima anche in TV (vedi Paolo Belli, Renzo Arbore ecc.), che, per dirla con le parole dello stesso Casadei, “insieme alla canzone napoletana è forse l’unica forma d’arte musicale popolare in grado di essere esportata anche all’estero”. Le varie orchestre spettacolo si differenziano per strumentazione e genere proposto, ma hanno una cosa in comune: la dichiarata intenzione di fare happening, festa, col pubblico. Ormai anche le semplici band giovanili hanno mutuato questa tendenza, pur se spesso, oltre alle intenzioni, non c’è la necessaria esperienza per coinvolgere realmente il pubblico.
Cosa resta del vecchio stile dello zio Secondo nelle orchestre di liscio? Intanto la fisarmonica. Era, è e, probabilmente, resterà lo strumento principe della musica popolare da ballo. Al fisarmonicista virtuoso proprio non si può rinunciare, se non si vuole disorientare gli appassionati del genere. Poi c’è l’intrattenitore (spesso il cantante o la cantante o il duo) che deve avere straordinarie doti di loquacità, saper cogliere l’attimo per piazzare la battuta spiritosa, insomma deve indurre il pubblico al buonumore. Ma quello che rende realmente spettacolare un’orchestra è il numero ed il livello dei musicisti. Altro è un’orchestrina di 4, 5 elementi bravini, altro è una orchestra di 10, 12 elementi, tutti maestri diplomati ed esperti. E qui diventa tutta una questione di management, capacità di organizzarsi e di proporsi.
Avete notato come sono stupidini i testi delle canzoni di liscio? Non vanno criticati, perchè fanno parte del “genere”; la spensieratezza, l’amenità delle parole è dichiarata nelle intenzioni degli autori. Tutto serve a rendere leggera e festosa la serata, ed i parametri di giudizio, la critica, non può prescindere da questo. Non sono assolutamente condivisibili quelle uscite qualunquistiche con cui, da più parti, s’irride allo spessore artistico del genere popolare liscio. Il “ballo del pinguino” o “il treno dell’amore”, giusto per fare qualche esempio, sono brani degnissimi. Dirò di più. Hanno una tale straordinaria forza propria che si sono affermati senza aver usufruito di vetrine promozionali come “Sanremo” o “Mtv”. Quanti altri brani, senza “spinte”, sarebbero riusciti in questo? Molto pochi, se togliamo le grandi canzoni napoletane e i brani più riusciti di grandi autori e interpreti.
L’Italia potrebbe esportare le sue orchestre e la sua musica popolare in tutto il mondo, ma non riesce a farlo. Ed è ben strano che ci siano riusciti persino i sudamericani, con la loro musica, pur non essendo notoriamente superiori a noi italiani nelle attitudini imprenditoriali. Allora azzardo un’ipotesi: vuoi vedere che il paese dei naviganti e dei musicisti, ha sottovalutato il patrimonio culturale musicale popolare? Forse l’azzardo non è proprio tale...
Un’ultima considerazione che è quasi un consiglio agli appassionati del ballo: di tanto in tanto disertate le solite discoteche e concedetevi una vera serata da ballo, con tanto di orchestra e cotillon; è più costosa, lo so, ma vuoi mettere la differenza? Il ballo è un piacere, se non è buono, che piacere è? Per i curiosi consiglio di collegarsi al seguente link: http://www.casadei.it/it/gratis.htm . Troverete, gratis, spartiti, testi, midifile, mp3, video, foto e persino sfondi per il PC, generosamente offerti dall’Orchestra Casadei!
Rosario Rosito, 16 novembre 2005

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