Il mondo del ballo in Italia
08 lug 2009

A cura di
Rosario Rosito
MA IL DIPLOMA SERVE O NO?
Che bei tempi quelli in cui, ingenuamente, ci si rivolgeva all’ANMB o ad un’altra associazione, con la certezza di poter ottenere un diploma da mettere in bella evidenza nella propria scuola! Intendiamoci, non che i diplomi di una volta avessero sostanzialmente più o meno valore di quelli di oggi, ma c’era una sorta di ingenuità, una serenità sia nell’approccio sia nel prosieguo, attraverso i vari livelli e le varie discipline, che in qualche modo rendevano più significativi i diplomi stessi. Quando entravi in una scuola e vedevi appesi alla parete i diplomi di standard o latino bronzo argento ed oro…accidenti pensavi, questo qui è un grande!
Altri tempi, un altro modo di sentire e di rapportarsi con la danza che era, principalmente, terreno per appassionati, quasi un’elite di pionieri del ballo che avevano creato, man mano, un magnifico sistema per far crescere l’associazione parallelamente alla crescita dell’interesse e delle aspettative di maestri e ballerini. Come tutte le cose di questo mondo, quel sistema ha avuto una parabola, una crescita e un declino, inesorabili.
Questa premessa era doverosa per dare un’idea, a chi all’epoca non si interessava al ballo, di quanto siano cambiate le cose. Le associazioni esistono ancora, anzi si sono addirittura moltiplicate, ma hanno perso lo spirito pionieristico, l’amore è scemato, sono restate le carte da bollo e le polemiche e tanto da ricostruire. E’ nata anche un’agenzia nuova, il MIDAS, direttamente partorita dalla federazione della danza, che dichiaratamente ambisce a soppiantare tutte le altre associazioni di maestri, traendo forza dal fatto di essere sostenuta dalla federazione stessa. Il suo punto di forza è anche la sua debolezza però: non ha la necessaria autonomia politica per imporre alla federazione alcuna istanza. Cosicché maestri ed allievi si trovano tutti assoggettati alla federazione d’appartenenza. Le dure lotte tra Leo Bevini (Storico presidente dell’ANMB) e la federazione, sono ormai uno sbiadito ricordo. Non è corretto pensare che questo sia stato un progresso in senso assoluto, perché l’autonomia dei maestri ne è risultata compromessa, ma l’argomento è troppo controverso per dirimere la questione in poche righe.
Veniamo dunque alla fatidica domanda: Serve o no il diploma? In senso formale la risposta non può essere che negativa, non serve a nulla prendersi un diploma così inflazionato. Per insegnare serve tutt’altro e molto altro. Dal punto di vista legale neanche serve. Nessuna legge impedisce a chicchessia di insegnare il ballo con o senza un diploma. Come titolo non serve, perché lo Stato non lo riconosce tra i suoi titoli ufficiali (come ad esempio quello di maestro di musica per capirci). Per avere un titolo ufficiale bisogna rivolgersi alle scuole riconosciute ufficiali dallo Stato, sembra un’informazione ovvia, ma pare che più di una persona si confonda su queste banalità.
Insomma a qualcosa servirà questo diploma, o no? Chiede a questo punto esasperato l’aspirante maestro o il maestro che ha appena riconvertito il vecchio titolo in uno più nuovo (eh si… c’è anche chi ha sentito l’esigenza di aggiornare le carte, non si sa mai). Sì, a qualcosa serve. A seconda di chi l’ha rilasciato, serve a far parte di quella parrocchia. Quindi, relativamente a quella agenzia o associazione, si potrà aspirare a far parte dei giudici di gara, si potrà partecipare a corsi di aggiornamento (sulla cui utilità e costi è meglio avere gli occhi bene aperti e non essere i soliti inguaribili ingenuoni) e si potrà partecipare alla vita sociale, con votazioni e quant’altro.
In senso tecnico invece, per chi è già preparato nel ballo, ha già fatto ampia gavetta, ha già avuto significative esperienze ed è dotato di una spiccata attitudine all’insegnamento, il corso di preparazione per ottenere il diploma rifinisce e arricchisce il profilo professionale. A seconda della disciplina, si potranno apprendere nozioni di medicina sportiva, regolamenti, talvolta nozioni di teoria musicale, passi figure ed amalgamazioni da suddividere per classi e livelli. Concludo logicamente: siccome il corso serve più del diploma stesso conta l’affidabilità e la credibilità dei professionisti, siano essi preparatori o relatori, più che l’agenzia di rilascio.
Rosario Rosito, 08 luglio 2009
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