Il mondo del ballo in Italia
03 mar 2011

A cura di
Sauro Amboni
Maestri, allievi e giudici di gara: cos che non va? Intervista di Marcella Costato a A. Dell'Orto.

 
Maestri, allievi e giudici di gara
in Italia e nel Mondo:
cos’è che non va?
Adalberto Dell’Orto sotto la lente di Marcella Costato



Maestro Dell'Orto       Maestra Costato



 
Presentazione
(a cura di Sauro Amboni)



Sauro Amboni
 
Due parole sul vero ballo

Ballare bene consiste, principalmente, nell’abilità e bravura di produrre un movimento che sia perfettamente sincronizzato con il proprio partner, con la musica e secondo la tecnica. Ballare bene consiste altresì nell’abilità di muoversi in pista da una posizione all’altra senza dimostrare fatica ed essere sempre piacevoli da vedere. Se una coppia è brava dà l’impressione al giudice e al pubblico di eseguire tutto con facilità!

 

Un bravo Maestro e un partner adatto aiutano a scoprire un mondo fatto di tecnica e allenamento, entusiasmo e sacrifici. Si prende consapevolezza che i più bravi, i campioni, hanno dedicato studio e devozione per avere la soddisfazione di salire su un podio. Ballare, quindi, non significa muoversi casualmente al ritmo della musica. Gli insegnamenti di chi ha dedicato una vita a questo sport, sono preziosi per coloro i quali desiderano migliorare le proprie prestazioni.

 

Durante le molte 'lezioni, abbiamo imparato che non esiste solo la tecnica ma che la formazione deve andare ben oltre e cioè deve investire la mente e il pensiero per aprire le 'porte' a conoscenze e stimoli per troppo tempo trascurati negando la possibilità di crescere non solo come atleti o tecnici ma anche e soprattutto come uomini.

 

Le regole dello sport sono fondate sul rispetto, la mutua comprensione, la fratellanza, la correttezza nel comportamento (ovvero fair play) e molto impegno. Il fair play è essenziale se si vuole promuovere e sviluppare lo sport e la partecipazione. La lealtà nello sport - il fair play - e' benefica per l'individuo, per le organizzazioni sportive, per gli atleti, per i dirigenti e per la società nel suo complesso. Abbiamo tutti la responsabilità di promuovere il FAIR PLAY.

Ricordati che la Danza Sportiva è soprattutto sano divertimento e che ci fa crescere, incontrare tanti amici, migliorare la nostra vita sociale e ci aiuta a rimanere sereni e felici. Amala!

 
 
Due parole sulla conoscenza

Spesso ci si chiede se la conoscenza degli eventi che ci hanno preceduto sia importante nella nostra vita quotidiana.

Vi sono persone che danno grande importanza alla comprensione ed alla conoscenza di cosa e come si è costruito e che sono affascinate dall’evoluzione degli eventi, altre invece non condividono questo entusiasmo.

Anche nel passato c’erano scandali, episodi negativi, dispute e fatti incredibili.

Il campo dell’interesse umano è sempre troppo ristretto, ma, oltre ad una finalità culturale, che importanza ha tutto ciò per il vivere moderno?

La conoscenza del passato è una delle materie più importanti per la formazione culturale e umana del nostro domani.

Quindi, giovani, dimostrate a voi stessi prima che agli altri, che avete una intelligente curiosità seguita dall'interesse; e non dite che non vi interessa nulla, sareste un cattivo ospite del progresso.

Abbiate sempre il coraggio di sapere! E insieme a questo, anche quello di servirvi della propria ragione!

 
 
Le conclusioni

Chi decide di stare nel mondo della "Danza Sportiva", con qualunque ruolo, deve aver fatto prima di tutto una scelta etica che lo impegna a dotarsi e a munirsi di tutti gli strumenti culturali, tecnici e morali necessari per riuscire in prima persona a svolgere il proprio ruolo sportivo di atleta, tecnico o dirigente, in termini educativi per sé stesso, per gli altri e per la società in cui vive.

 
 
 

Ed ecco ora l’intervista della

Maestra Marcella Costato

 

Si crede, spesso, che progresso e modernità siano retti solo sul presente, interpretando il passato come qualcosa da demolire. Scopriremo che il presente è sempre costruito sul passato mentre, vantaggi e svantaggi del primo sono, spesso, una diretta conseguenza del secondo.


Ma prima, ecco due parole su Dell’Orto

E’ il solo e unico Giudice italiano che per ben due volte (1988 e 1994) ha giudicato nel maestoso e prestigioso Winter Gardens di Blackpool il Team Match per Professionisti ritenuto da tutti come lo spettacolo più bello e affascinante che si possa avere nella Danza Sportiva mondiale.

Sono i soli ed unici personaggi italiani (Adalberto e Lalla Dell'Orto) che siamo stati insigniti del prestigioso e straordinario riconoscimento internazionale della famosa statuetta (in altre parole di un Oscar della Danza) del "CARL ALAN AWARDS".

Questa cerimonia é avvenuta in occasione degli United Kingdom Championships al B.I.C. (Bournemouth International Center) di Bournemouth nell'anno 2003.

Inoltre, è il solo ed unico personaggio italiano insignito del titolo di "SOCIO ONORARIO" dal World Dance Council (WDC), fatto avvenuto in occasione dell'annuale Assemblea WDC di Blackpool nel mese di Maggio 2009 e ha giudicato negli ultimi venti anni moltissimi Campionati Mondiali di Danze Standard e Danze Latine.

 
 

Domanda di Marcella Costato: Maestro può spiegarci la differenza tra il ballo degli anni  ‘60/70 e quello di oggi?

 

Risposta di Adalberto Dell’Orto: Ho già avuto occasione di dire che Lalla ed io quando abbiamo iniziato la nostra carriera, siamo stati degli autodidatti: praticamente non abbiamo avuto un vero e proprio maestro.

Vorrei citare, tuttavia, una serie di differenze, tra il ballo di “ieri” e quello di “oggi”.

La prima, di notevole importanza, è che nei giorni nostri, una coppia desiderosa di ballare ha unicamente l’imbarazzo della scelta.

Chi frequenta il mondo della danza sportiva sa che L’Italia vanta coppie con ampia esperienza, a volte più che ventennale, e dalla carriera invidiabile.

Molte di loro hanno ottenuto titoli di campioni del mondo ed europei, hanno vinto il British Open a Blackpool, gli International alla Royal Albert Hall di Londra, gli United Kingdom a Bournemouth.

Queste ultime tre competizioni sono, a mio avviso, più importanti dei campionati del mondo ed europei perché vi possono partecipare tutte le coppie internazionali: non solo le prime due di ogni nazione, come accade nei mondiali e negli europei.

L’Italia, nel suo passato internazionale, era più forte nelle danze Standard rispetto a quelle Latine. Oggi, bisogna riconoscere, che la nostra nazione ha fatto passi da gigante anche in questi balli.

I giovani atleti, un tempo, hanno avuto la possibilità di formarsi in Italia e in seguito, si sono cimentati con le prime competizioni. Essi sono cresciuti frequentando l’ambiente nazionale, ma soprattutto internazionale. Studiando all’estero, in particolare in Inghilterra, hanno avuto i meritati riconoscimenti.

Parecchie coppie, infatti, a fronte di grandi sacrifici, hanno ottenuto ottimi risultati e oggi, con l'esperienza accumulata, sono in grado di insegnare e trasmettere a quanti si avvicinano alla danza sportiva, il frutto delle conoscenze apprese.

Un’altra differenza di oggi con il ballo degli anni 60/70 riguarda l’abbigliamento e i relativi accessori.

 



Fanasca Stefano & Battisti Michela (Tecnici FIDS)
(più volte Campioni del Mondo ST, LA e 10 Danze)



Domanda: Ho sentito dire che un tempo in Italia esistevano né scarpe né vestiti da ballo veri e propri e le coppie, spesso, scendevano in pista con abiti ridicoli e scomodi. E’ vero?

 

Risposta: Certamente! Negli anni ’60/’70 in Italia i negozi o le ditte, specializzate in scarpe, vestiti, accessori per il ballo e le gare, mancavano. Gli abiti erano confezionati, solitamente, da sarte improvvisate ed esse non conoscevano le caratteristiche necessarie ad un abito da ballo.

A questo proposito ricordo, quando abbiamo iniziato le competizioni, che Lalla si era fatta confezionare, da una sarta qualsiasi, un abito di color arancio per danze latine.

Il vestito è costato un patrimonio e il risultato è stato obbrobrioso.

Lalla ed io, in quegli anni,compravamo le scarpe in Inghilterra, mentre gli abiti dignitosi per lo Standard li acquistavamo da coppie straniere che venivano in Italia per i tornei internazionali.

Dovete sapere, infatti, che al termine dei tornei le coppie italiane facevano a gara per accaparrarsi gli abiti migliori.

Lalla ed io abbiamo iniziato, così, a rifornirci di tutto in Inghilterra, anche per le nostre coppie.

I nostri abiti non passavano inosservati e, spesso, Lalla, al termine di una gara, era avvicinata da coppie che le chiedevano l’abito.

Un abito per danze Standard, era indossato, solitamente, due o al massimo tre volte, ma so che è così anche ai giorni nostri.


 
 

Domanda: Maestro, ci dica come avvenivano le lezioni. A quei tempi erano collettive o individuali?

 

Risposta: I modi di impartire le lezioni costituiscono un’altra differenza tra il passato e il presente.

Un tempo le lezioni erano solo collettive e a esse prendeva parte, normalmente, una decina di coppie (dipendeva dalla grandezza della pista).

Le lezioni duravano un’ora e le coppie pagavano di volta in volta.

All’inizio della nostra carriera d'insegnanti (siamo nel 1971) evitavamo d’insistere sulla tecnica, sia perché noi stessi eravamo poco preparati sia perché le coppie volevano imparare sempre più variazioni.


 
 

Domanda: A questo punto se mi permettete, vorrei, affrontare un punto dolente, quello del pannello giudicante, cioè dei Giudici di Gara.

 

Risposta: Un tempo, capitava, spesso, che la competizione fosse giudicata da una sola persona.

Ricordo che nel 1968, Lalla ed io ci siamo aggiudicato il campionato italiano amatori latini, a Roma, dove il giudice unico era lo svizzero Hubert Sharmer.


Mathilde Bonetti & Davide Carabella  - Belometti Luca & Denise Colombo
(Atleti FIDS Balli Nazionali Classe A)

 Antonella Barcella & Menta Emilio
(Atleti FIDS Standard Classe A)

 

 
 

Domanda: Maestro, vorrebbe per cortesia, esprimere la sua opinione sulle differenze dei giudici di una volta e quelli di oggi?

 

Risposta: Vorrei evitare di rispondere a questa domanda. So che il mio pensiero può non essere condiviso da tutti e mi spiacerebbe creare malumori.


 
 

Domanda: Mi scusi, ma a questo punto lei ha suscitato troppa curiosità e sono sicura che i lettori, come me, siano curiosi di sentire cosa ha da dire.

 

Risposta: Poiché insiste, cercherò di rispondere con la massima sincerità.

Ritengo che oggi i giudici siano più preparati di un tempo. Questo va onestamente riconosciuto, ma a parer mio non esiste differenza tra quelli di allora e di oggi.

Per essere chiari, credo si possano classificare i giudici due diverse categorie:

-        onesti e

-        disonesti.

In base alla mia esperienza i giudici onesti sono una stragrande minoranza e, capita spesso, che il giudice onesto quando inizia la carriera, nell’arco di poco tempo, si adegui al sistema e diventi disonesto.


 
 

Domanda: Mi scusi, ma non crede di essere un po’ troppo lapidario? Lei ha sicuramente una grande esperienza, ma quando parla di stragrande maggioranza, mi sento poco d’accordo.

Le assicuro che vi sono molti giudici onesti, volenterosi, appassionati. Sono sicura che li avrà conosciuti anche lei?


Risposta: Certamente, ma gli interessi che girano attorno alla coppia sono troppi!

Il primo e più importante è di tipo economico. La coppia procura denaro e ciò non guasta mai.

Se la coppia è valida, il nome del maestro e al tempo stesso del giudice o maestro sale nella scala dei valori provinciali, regionali e poi nazionali. Il nome in breve tempo è conosciuto da tutti.

Quando una coppia è brava e si aggiudica delle competizioni la gente, si chiede con quale maestro fa lezione, a quale club appartiene, da dove viene, da quanto tempo balla, i costi, ecc.


 
 

Domanda: In tutto questo non vedo nulla di particolarmente grave. Chiedersi quale sia il nome del Maestro o della scuola che ha preparato una coppia di campioni, mi sembra più che legittimo. Perché lei parla di disonestà?

 

Risposta: Lei mi chiede chi sono i giudici disonesti. Le risponderò che ne esistono di diverse specie ed ora cercherò di farne un elenco.

 

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