Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
Mp3, midi e wave: istruzioni per luso!

'Agli inizi degli anni ’90 i tecnici della Philips, nell’ambito di ricerche finalizzate a costruire uno standard di decodifica da utilizzare nella televisione digitale del futuro, inventano il Moving Picture Expert Group layer III, semplificato nell’acronimo MPEG layer III e successivamente in Mp3: si tratta di uno standard di compressione dati che permette di alleggerire moltissimo i file audiovisivi senza perdere troppo in qualità. L’invenzione passa quasi inosservata ma il suo impatto su internet è colossale: ai “disinvolti” proprietari di siti semisconosciuti non pare vero poter offrire, gratuitamente, dei file musicali “scaricabili” velocemente e di buona qualità; d’altro canto gli esperti navigatori approfittano a piene mani dell’occasione e, in men che non si dica, la “musica gratis” diventa lo slogan di una subcultura di stampo idealistico (tutto è di tutti….), che nasconde in realtà interessi di natura ben diversa (…ma i proventi pubblicitari sono solo miei!).
Sostanzialmente un file wave (file utilizzato per ottenere la qualità dei CD) ed uno mp3 non sono diversi; quello che cambia è la dimensione: qualità wave significa campionare a 44,1 KHz, cioè 44100 campioni (= samples) al secondo, con una risoluzione di 16 bit per canale. Quindi per un secondo di canzone stereo si avrà : 44.100 x 2 canali x 16 bit/campione = 1.411.200 bits/sec. ; per 3 minuti (180 sec.): 1.411.200 x 180 = 254.016.000 bits/sec che corrispondono a circa 30 Mb ( 1Mb = 1024 Kbytes; 1Kbytes = 1024 bytes; 1 byte = 8 bits). L'algoritmo di compressione MP3, sfruttando le proprietà di irrilevanza di determinati samples, riesce ad ottenere files musicali che hanno una qualità solo leggermente più scadente dei file wave, ma con una dimensione estremamente ridotta. Il bit rate di un MP3 alla massima qualità è di 128 kbps, con un rapporto di compressione di circa 10 :1; cioè 3 minuti di musica in formato MP3, rapportati al formato WAVE, hanno dimensioni10 volte minori, cioè circa 3Mb. E' anche possibile aumentare la compressione, e quindi la leggerezza, di un file MP3, riducendo il bit rate a 64 o 32 kbps, ma la qualità fatalmente ne risente.
A proposito di qualità, ho sentito chi afferma che, ad orecchio, non si rilevano differenze tra gli mp3 ed i file wave: fatevi visitare da un otorino! Oppure chiamate un radiotecnico, perché il vostro impianto stereo è da rottamare! Scherzi a parte, capita di essere tratti in inganno da ascolti avvenuti in ambienti diversi e, soprattutto, con apparecchiature diverse o di scarsa qualità. Va altresì sottolineata l’estrema praticità degli mp3 che, a fronte di una leggera perdita di qualità, offrono mille altri vantaggi in termini di “scaricabilità”, trasportabilità e archiviazione.
Un discorso a parte meritano i midifile. Un file midi non contiene suoni, ma una sequenza di eventi che riguardano sia parametri strettamente musicali (altezza, durata e intensità delle note) sia parametri timbrici e acustici (strumenti a cui sono assegnate le parti, volume ed effetti). Questi eventi, per essere decodificati, hanno bisogno di una periferica audio-midi, contenuta in un computer, in una tastiera o un modulo sonoro, che è in grado di riprodurre suoni sintetizzati o campionati: senza un PC, una tastiera o un sintetizzatore, il file midi non vi servirà assolutamente a nulla! È da tener presente inoltre che i timbri usati dai moduli sonori per le riproduzioni midi sono alquanto approssimativi e, in altre parole, da un file midi non dovete mai aspettarvi una buona qualità sonora: la sensazione è sempre quella di un file di “plastica” che tenta disperatamente di somigliare al suo originale in carne ed ossa (il file wave o mp3), da cui è stato dedotto. Non meravigliatevi se non esistono i file midi “cantati”: il midi è lontano mille miglia dal riprodurre, anche solo approssimativamente, la complessità della voce umana!
Di contro il midi offre due eccezionali vantaggi:
1. la possibilità di manipolazione del file in tutti i suoi parametri (strumenti, tonalità, velocità, ecc.);
2. un peso irrisorio del file (anche un semplice floppy ne può contenere a decina).
Ambedue i vantaggi sono legati al principio stesso con cui è costruito il file midi: non suoni, ma solo informazioni di esecuzione.
In un prossimo articolo descriverò i programmi, a mio giudizio più semplici ed efficaci, adatti a manipolare i file audio, siano essi wave, mp3 o midi: non c’è bisogno di essere grandi esperti per aggiustare le proprie basi musicali o per rimasterizzare, unendo più brani, accorciando, dissolvendo o inserendo suoni, rumori e voci di sottofondo!

Rosario Rosito, dicembre 2004

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