Il mondo del ballo in Italia
04 ago 2013

A cura di
Sauro Amboni
Musica & danza discipline convergenti (by Marti Prades, NTA Country Director of Spain & Andorra).

 

L’interazione tra gli aspetti differenti di musica e danza,

motiva il ballerino a eseguire svariati movimenti

e incoraggia lo spettatore a godere, di quanto percepisce.

 

 

 

 


 

 

Informazioni importanti per coreografi.

 

La musica e la danza sono discipline diverse, insegnate da professionisti che hanno obiettivi e contenuti differenti.

Esse, tuttavia, possiedono alcuni aspetti comuni da cui possono trarre reciprocamente profitto.

Autori famosi in didattica della musica, come Dalcroze e Orff, ritengono che, un’educazione musicale completa, debba essere accompagnata dal movimento. Da parte sua il ballerino comunica emozioni e sentimenti attraverso la musica.

 

 

Gli elementi che collegano fra loro queste due discipline sono:

 

 

Il ritmo

  • Il ritmo può essere definito come un’organizzazione temporanea del suono che ci permette di prevedere come il tempo si evolverà nel futuro.
  • I passi di danza hanno un loro ritmo interno che deve interagire con quello della musica per coordinare e dare un sostegno sicuro al movimento.
  • Per un ballerino il ritmo è una costante e costituisce la forza principale del movimento.
  • Esso si compone di due elementi: la pulsazione (battito) e l’accento.
  • La pulsazione è un battito che si ripete periodicamente e con regolarità in una musica.

Nella danza c’è un battito cardiaco che è sempre seguito internamente da ogni ballerino e sviluppato in modo appropriato nel corso della coreografia.

 

  • Lo stress (tensione) è definito come l’intensità più alta di un impulso rispetto a un altro e ciò che determinerà ritmi di diverso tipo.

 

  • Nella danza, il ballerino utilizza questi “accenti musicali” in relazione ai propri muscoli, per indicare la spinta di un movimento e per fissarne la posizione nello spazio, in un certo punto della coreografia, oppure per segnalare il termine del movimento.

 

Il metro

Si tratta di un mezzo per ordinare i ritmi diversi, al fine di renderli più facili da leggere e da eseguire.

Le battute musicali possono essere di due, tre o quattro tempi.

Molta della musica utilizzata per ballare è cantata e il metro musicale ci mostra come “raccontare” la coreografica e la performance in atto.

Per esempio, nel metro binario abbiamo “ uno, due, tre & quattro….”, in quello ternario “123, 223, 323, 423....”

Le parole usate per contare un movimento, possono essere diverse (1ya, 2ya, 3ya, 4ya…) ma le misure non cambiano.

 

Il tempo

  • Il tempo evidenzia gli aspetti di andamento, cioè, si riferisce al grado di lentezza e velocità all’interno di un metro.Esso si serve di un vocabolario speciale per definire le sue sfumature: adagio, allegro e  così via.
  • Nella danza i movimenti hanno anch’essi un proprio tempo.

 Il tempo di un movimento può essere sentito mediante la velocità di esecuzione, durata e intervalli, attraverso due eventi: battiti-accenti, fermate-silenzi e dall’intensità della loro esecuzione.

 

  • Ampi movimenti definiscono tempi lenti e larghi, mentre,  movimenti più veloci, tempi allegri.

Ogni variazione o combinazione di passi, tuttavia, si può eseguire a velocità diversa (dipende dalle esigenze coreografiche); il prerequisito è che sia connessa e coordinata con il tempo della musica.

 

 

 

La dinamica

Definita come differenti sfumature d’intensità che possono susseguirsi in una composizione e influenzarne un frammento in una determinata parte.

Ci sono, a questo proposito, due tipi di colori:

  • Uno riguarda la frequenza di velocità o lentezza presente in un brano o l’agogica.
  •  L’altro riguarda il grado d’intensità di una determinata parte o la dinamica.
  • L’azione dinamica della musica è data dalla variazione di sfumature quali: forza, morbidezza, gravità e leggerezza del suono, che avvengono sia in modo graduale sia improvviso.
  • Nella danza, i gradi d’intensità (alti e bassi), aiutano il ballerino a eseguire una prestazione che non sia noiosa.
  • Essi tendono ad associare certi livelli di “dinamica” con alcune variazioni dei movimenti. Per esempio, grandi salti sono associati con una forte “dinamica”.
  • Un altro aspetto importante è collegare l’espressione dei sentimenti ai diversi tipi di “dinamica”; per esempio un’intensità forte legata a sentimenti di gioia.

 

L’agogica fa apprezzare l’esecuzione di un brano musicale (lento o veloce).

 

Che cos’è l’agogica?

 

Si tratta di un termine introdotto dal musicologo Hugo Reimann per indicare il fluire di una prestazione musicale.

Deriva dal greco “Agogos” (capo) e indica il tempo, la guida o la direzione.

Significa, quindi, la somma di piccoli cambiamenti o modifiche nella prestazione musicale, per non cadere nella monotonia di un lavoro meccanico.

Le danze, generalmente, utilizzano diversi tipi di “agogiche”:

  • Vi sono passi che per loro natura richiedono di rallentare o accelerare la musica.
  • Ci sono momenti nei quali le variazioni dei movimenti consistono di due parti distinte che richiedono una diversa agogica.
  • In fine, nello sviluppo di una coreografia, si possono alternare differenti tipi di agogiche velocizzandola rallentandola in occasioni diverse.

Quanto detto sopra ci ha mostrato i molti elementi di connessione tra musica e danza; ma la "musica da ballo" è assai diversa da quella di un concerto.

Il concerto musicale, infatti, è inteso per “essere ascoltato”.

La musica per la danza, invece, è impiegata per migliorare il movimento e per “essere vista”.

 

 

L’interazione tra gli aspetti differenti di musica e danza,

motiva il ballerino a eseguire svariati movimenti

e incoraggia lo spettatore a godere, di quanto percepisce.

 

 

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