Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
Ok, balliamo sotto le stelle!
'Il ballo ha vinto la sua sfida con un grande programma del sabato sera (l’ultima puntata è andata al 36,99% di share) ma ha anche mostrato tutti i suoi attuali difetti: approssimazione musicale, arbitrarietà di giudizio. Ed è proprio su questi difetti che gli addetti ai lavori debbono soffermarsi, anziché lasciarsi andare ad inutili trionfalismi, perché con l’osservazione attenta di questi fenomeni mediatici, si ricavano gli spunti giusti per crescere.
Tenendo ben presente che un programma televisivo ha delle esigenze proprie che non possono essere messe da parte, il ballo è sembrato, a tratti, eccessivamente “schiacciato” da queste esigenze.
L’orchestra di Paolo Belli, piacevole e potente se valutata in termini generici, proponeva arrangiamenti evidentemente forzati in questo o quel ritmo specifico; e così si assisteva a delle performance delle coppie dal sapore veramente estemporaneo rispetto alla specificità del ballo (mi viene in mente qualche Paso doble su musiche che non avevano alcunché di latino; oppure dei valzer su canzoni assolutamente fuori tema o, peggio ancora, fuori da qualunque logicità delle frasi musicali che questo tipo di ballo esige). Si notava oltretutto un evidente imbarazzo dei professionisti, abbagliati dall’improvvisa popolarità, ad affermare un minimo di rigore professionale, almeno al di sopra dei lazzi e dei frizzi degli esilarantissimi Gianni Ippoliti e Francesco Salvi; d’altronde bisogna anche dire, onestamente, che sarebbe stata dura per chiunque tener testa a delle “macchine da spettacolo” tanto collaudate. Veniamo alle “Giurie”. Ho la precisa sensazione che la maggior parte degli spettatori “neofiti”, si sia fatta l’idea che quello visto in TV sia il normale meccanismo di votazione nelle gare di ballo. I voti erano del tutto strampalati; assolutamente ingiustificati nella sostanza, come nelle motivazioni. Fioccavano a casaccio dei 4, e poi dei 10. Alcuni giudici, leggi Ether Parisi, si mantenevano salomonicamente tra il 9 ed il 10. Non parliamo poi delle banalità delle giustificazioni fornite a supporto della votazione! Probabilmente tutto questo è servito alla spettacolarità del programma ed a rendere meno ingombranti i giudizi stessi, svuotandoli di ogni rigorosità professionale, ma ha arrecato, a parer mio, un certo danno d’immagine alle vere giurie di gara. Il risultato stesso della gara non è sembrato giusto: le coppie Vincenzi – Ippoliti e Cocchi – Paneca sono state palesemente bistrattate.
Per il resto ben vengano altri programmi del genere, che danno una sana iniezione di entusiasmo a tutto l’ambiente.
Rosario Rosito 28 febbraio 2005
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