Il mondo del ballo in Italia
08 ott 2008

A cura di
Sauro Amboni
Parliamo di Tango Argentino. Il Maestro Giorgio Lala ne traccia l'essenza.

 

la Scienza del Tango Argentino

Maestro Dott. Prof. Giorgio Lala

 

 

Maestro Giorgio Lala

 

“Al tango si giunge come nelle vocazioni mistiche, in una umile condizione di iniziati, con la sensazione di aver sentito la Voce del Destino, di aver incontrato un linguaggio che cercava il Cuore per ascoltare ciò che nessun’altra musica ci aveva potuto dire prima” (B.Echeverry).  Però, se la vocazione è sincera e non si tratta di una passione passeggera, prima o poi si sentirà la necessità di approfondire la conoscenza della Guardia Vecchia e della Nuova, di saper distinguere ed apprezzare i grandi Musicisti dell’Epoca d’Oro, di comprendere i versi dei grandi Poeti del tango (anche quelli scritti in un linguaggio particolare come il “lunfardo”), di conoscere le costruzioni coreografiche dei grandi ballerini del passato: tutto questo è la “Tangologia”.

 

                                     

 

Limitarsi a vedere il tango solo come un ballo, o ad ascoltarlo solo come una musica sentimentale, significa privarsi del godimento intimo dato dalla scelta di “aggiungere Sapere al Sapore”, cioè Conoscenza al Sentimento.

 

Parliamo di Sapere tanguero, appunto la Tangologia”.

 

Ci piace dire, con le parole del grande studioso argentino del tango, José Gobello, in un “manifesto” che sancisce la nascita di questa “Scienza del tango”:

 

Serenamente ma con decisione sta nascendo una nuova scienza: la tangologia. A Buenos Aires viene insegnata almeno in tre istituzioni: la “Academia porteña del lunfardo” (che ha trent’anni di attività ininterrotta), la “Universidad del tango” e la “Academia Nacional del tango”. Le tre istituzioni sono impegnate ad impedire che l’essenza porteña si dissolva, nel turbine del modernismo e del postmodernismo…”.

 

                                                       

 

Terza edizione,  dicevamo,  di  un libro che è diventato un riferimento per gli appassionati e gli studiosi di tango in tutt’Italia, ed ha inaugurato una lunga serie di libri e di DVD di autori italiani ed argentini.

Si tratta di una scelta editoriale precisa: volendo ringraziare degnamente quanti hanno contribuito al successo di “Tangologia”, la Sigillo Edizioni continua a proporre altre opere inedite, vere e proprie “chicche” per i lettori.

 

 

Ad esempio il libro “Tango, musica per ballare – Guida per ballerini, d.j. di tango, musicisti”, scritto dall’apprezzato “musicalizador” (d.j.di tango) Pier Aldo Vignazia, utilissimo appunto per ballerini e maestri, musicisti, d.j. e organizzatori di serate, in quanto contiene una completa guida musicale del tango, con vasta discografia, ed anche i criteri la conduzione di una serata di tango, sia dal punto di vista musicale che del ballo.

 

 

Poi il bel libro illustrato “A qualcuno piace …tango (tango e cinema)” della ricercatrice Cristina Balzano, che passa in rassegna la produzione cinematografica che mette in scena il tango, dalle origini fino ai giorni nostri, films in cui il ricorso al tango è voluto e significativo.

 

Il precedente volume pubblicato “Il tango è una storia d’amore… e non una rosa in bocca” (con testo e vignette dell’umorista satirico Pier Ado Vignazia) con gusto e ironia “passa in rassegna i temi più popolari: i musicisti e gli stili, il bandoneón, i poeti e i temi della vita riflessi nei testi dei tanghi” (dalla recensione sulla prestigiosa Rivista argentina “Buenos Aires Tango”).

 

 

Oppure la raccolta di “Racconti di tango, d’amore e di milonga” scritti da Jorge Lindman, milonguero e narratore argentino, un libro spigliato e divertente, in assoluto il primo libro “di” tango pubblicato in Italia, oltre che in Italiano, anche in lingua originale (spagnolo porteño, con dizionario di termini tipici) e nella traduzione inglese, col titolo “Cuentos de tango – Tango tales”. E’ anche per questo che proviamo l’orgoglio di contribuire alla diffusione della “cultura del tango”, in Italia ed ora anche all’estero, e perfino nella stessa Argentina, impresa finora impensabile per un Editore italiano.

 

 

Altra tappa di questo percorso è stato il libro “Il maestro di tango, appunti di un milonguero” in cui Julio D.Vallejos, intellettuale e milonguero fin dalla gloriosa “Epoca d’oro” del tango, racconta esperienze e ricordi, sui temi dell’improvvisazione, dello stile e della tradizione.

 

                                       


Infine la ricca serie di DVD didattici dedicati all’insegnamento del Tango, Milonga, Vals, Tango Avanzato, Tango Milonguero, Milonga Traspié, Tango Canyengue,  a cura dei Maestri e ballerini torinesi Giorgio Proserpio e Monica Gallarate, e con la partecipazione di Maestri argentini come Lidia Ferrari, Silvana Soto e Mario Lopez, e altri.

Il percorso che proponiamo al lettore, è coerente col nostro progetto di dare spazio alle diverse “voci” del tango, senza voglia di predominio, senza integralismi né scomuniche. A tale proposito, su un sito internet tanguero, è apparsa una rubrica dal significativo titolo “Segnalateci il non-tango”.

 

 

Bene: per noi “non-tango” è volersi appropriare del tango, volerlo monopolizzare, dire “solo il mio è vero tango”, “il mio tango è più tango del tuo”, quasi come in una pubblicità di detersivi.

 

 

Noi invece preferiamo pensare che ciò che ha reso il tango immortale, lo ha fatto crescere e diffondersi nella sua lunga storia, e lo rende attuale, è proprio quella sua anima “popolare”, quella sua vocazione “democratica” e “pluralista”, quella sua capacità di adattarsi alle molteplici trasformazioni sociali e culturali, capace di evolvere da espressione  di una ristretta comunità di immigrati ed emarginati, a fenomeno culturale di valore universale, senza perdere la sua identità. Anche a volersi limitare al solo aspetto relativo al ballo, il tango è così ricco di varianti e di variabili (succedutesi nel tempo e nei luoghi), che il modo di ballare di una singola persona, o di un gruppo, o caratteristico di un definito luogo o periodo storico, non potrà mai venir preso come riferimento, come “l’unico” o “il miglior” modo di ballarlo.

 

 

Ed è in questa prospettiva che è nostra intenzione far diventare nel tempo “Tangologia”, nelle sue future e sempre più ampie edizioni, oltre che un vasto e completo Manuale sulla tecnica del tango Argentino, anche un vero e proprio “contenitore culturale” aperto alle diverse opinioni di quanti, in un’ottica veramente “tanguera” e pluralistica, senza volontà di predominio culturale, vogliano apportare un contributo ad una sempre migliore conoscenza e diffusione di questa vera Arte dalle mille sfaccettature che è, e deve continuare ad essere, il tango.

 

 

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