Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
PERBACCO, UNA GARA BEN FATTA!
'Innanzitutto mi sono divertito, e scusate se è poco. Ho potuto assistere ad una coinvolgente gara di danze a squadre; divertimento e coinvolgimento dovrebbero essere il risultato naturale di una qualunque domenica vissuta in un palasport gremito di giovani atleti entusiasti ma, ahimè, erano almeno cinque anni che provavo soprattutto noia e una fastidiosa aria di dispetto, che si respirava tra il pubblico, finiva per insinuarsi sottopelle.
Mi sono reso conto, allora, che gli elementi che devono concorrere positivamente alla buona riuscita di una competizione/spettacolo, qual è una gara di ballo, sono in definitiva pochi e semplici: la serenità d’animo degli organizzatori, una buona dose di umiltà e sensibilità verso le esigenze delle ASA partecipanti, una decente diffusione acustica, una simpatica presentatrice, una meticolosa scelta delle scuole da invitare e dei giudici di gara. Tutto quì. Partiamo dall’inizio. Le squadre arrivavano in torpedone, a frotte, miracolosamente già in possesso dei biglietti d’ingresso (questa mi è sembrata una vera magìa, da ascrivere, indubbiamente, alla sagacia di alcuni organizzatori); dunque nessuna attesa ai botteghini, nessuna fila per accedere al palasport e, udite udite, nessuna ressa per iscrizioni sul posto! Tutto è sembrato filare liscio, sin da subito. Intanto che aspettavo, ho letto il regolamento di gara, a margine di una brochure di presentazione dal titolo roboante ed impegnativo: “OPEN SPACE COMPETITION 2006”. Accidenti, pensavo, delle due l’una: o questi sono dei nostalgici sognatori delle belle gare di una volta, oppure hanno veramente imboccato una strada diversa, intuito nuovi spiragli. Regole semplici e chiare, giudizi palesi ed immediati. Giudici estranei (o quasi...) alle ASA partecipanti. Non mi sembrava vero, ci dev’essere un inghippo, pensavo tra me e me, ma mi sbagliavo. Hanno vinto le squadre migliori tra gli applausi degli sconfitti!!! A nessuno è venuto in mente di contestare o di fischiare (particolare, questo, su cui dovrebbe meditare, approfonditamente, chi crede di poter fare tutto senza sondare gli umori della base). Nello sport, nell’Arte e, in fondo, anche nello spettacolo, non esistono amici e nemici, ma esistono le cose fatte bene e le cose fatte male. Chi critica le cose mal fatte non è un nemico, non va attaccato ne deriso, ma ASCOLTATO. Ascoltando si cresce, si guadagna stima e fiducia, s’apprende la difficile arte dell’autocritica.
In definitiva, almeno momentaneamente, mi sento riconciliato con l’ambiente delle gare, mi sembra di aver colto segnali giusti di ripresa e, in segno tangibile di riconoscenza, mi voglio rovinare: forse parteciperò al Gran Galà ANMB del 22 dicembre!
Rosario Rosito, 14 dicembre 2006


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