Il mondo del ballo in Italia
12 feb 2008

A cura di
Rosario Rosito
QUANTO COSTA UN MISSAGGIO?
Quando non è un vero è proprio “fai da te”, quello di missare sconsideratamente brani “ad capocchiam”, è talvolta anche peggio: brani mutilati, messi insieme senza curarne adeguatamente ne l’aspetto tonale,  ne quello ritmico, assurdamente saturi e appiattiti, non di rado anche privati dello spettro stereo o compressi senza alcuna cognizione.
 È veramente difficile ascoltare di peggio quando si ritorna da una competizione di ballo di gruppo. L’unica spiegazione plausibile di questo scempio è il tentativo maldestro di ottenere un prodotto a basso costo. Tentativo autolesionista che affonda le radici nella disinformazione, che fa confondere il maestro di ballo facendogli credere che l’amico DJ oppure l’allievo che smanetta col PC, possano sostituirsi al musicista è fornirgli un brano missato ben fatto e a basso costo, se non addirittura gratuitamente.
Innanzitutto bisogna sgombrare il campo da un equivoco fondamentale: l’attrezzatura incide non oltre il 50% nella realizzazione di un buon mix. Tutto il resto è rapportabile alla preparazione musicale, alla creatività ed all’esperienza del musicista. Spesso i suggerimenti del coreografo sono fuorvianti, nel senso che vuole una cosa ma ne descrive un’altra; allora il musicista deve saper interpretare il desiderio del committente, sforzandosi di realizzare un prodotto il più possibile performante, dal punto di vista audio/musicale, e non troppo lontano dall’idea coreografica del maestro di ballo. In fondo l’equilibro è un buon compromesso, filtrato con sapienza e gusto.
Mai lasciarsi guidare dalla voglia di strafare, di “spaccare il mondo”, perché non portano a buoni risultati, ma aumentano solo il rumore, la “chiassosità” del brano, l’estemporaneità che sconfina sempre nel cattivo gusto e talvolta nel ridicolo. La parola stessa, “missaggio”, ci suggerisce l’idea dell’omogeneità, del sapiente dosaggio d’ingredienti, necessari a realizzare un prodotto accattivante ed equilibrato, che sappia esaltare la performance del gruppo. Ma la domanda cruciale è: quanto costa tutto questo? La risposta è semplicissima: molto, ma molto meno di quello che comunemente si crede. Si parla di centinaia di euro solo quando si ha a che fare con missaggi veramente particolari, che richiedono giornate intere di studio e lavoro, magari per prelevare effetti o voci originali da film o da altri supporti multimediali. Negli altri casi, un musicista (o anche un buon tecnico audio), se la cavano con poche ore di lavoro corrispondenti ad un esiguo rimborso per il tempo impiegato (dai 50 ai 100 euro possono essere sufficienti), Ovviamente, se vi rivolgete a Piovani o Morricone, sarete costretti ad accendere un mutuo…
Rosario Rosito, 12 febbraio 2008
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