Il mondo del ballo in Italia
30 apr 2010

A cura di
Rosario Rosito
SEMPRE PIUí MAESTRI E SEMPRE MENO MAESTRIA
Ormai il titolo è vuoto, assolutamente senza alcuna valenza, né ufficiale né concreta. Essere maestro diplomato, per com’è concepita l’intera faccenda, ridotta a mero business basato sul rapporto richiesta/offerta, non è qualificante. Nonostante i tanti “yes man”, al servizio delle varie agenzie di rilascio diplomi, si sforzino in ogni modo di tirare acqua al mulino. Non ci casca quasi più nessuno perché è troppo evidente il distacco tra le promesse di formazione “altamente professionale” e la sostanziale fregatura.
I maestri, quelli veri, si formano principalmente con la pratica, i risultati ottenuti con la propria esperienza in anni di allenamento, gare, frequentazione assidua delle sale da ballo, delle scuole, il contatto con altri grandi maestri, l’insegnamento del parquet, delle sartorie, degli skating, dei lunghi viaggi… gli altri sono pesciolini presi all’amo con la banale esca del DIPLOMA, scritto e letto in maiuscolo, facendo scorrere bene le consonanti sotto la lingua in maniera da ottenere una bella pronuncia roboante. Già da qualche tempo si parla senza mezzi termini di diplomifici, e nessuna agenzia si salva da questa bruttissima etichetta. Per essere un maestro di ballo ci vuole la passione e la conoscenza di ogni particolare, l’esperienza e la voglia di darsi ai propri allievi. Mi dispiace, ma per la grande maggioranza dei neo diplomati queste qualità non emergono.
Rosario Rosito, 30 aprile 2010
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