Il mondo del ballo in Italia
02 dic 2010

A cura di
Sauro Amboni
Silvana Ravini direttamente da Siviglia col Flamenco nel cuore.

FLAMENCO & FLAMENCO

Flamenco col cuore

a cura di Silvana Ravini






La Maestra Silvana Ravini




Negli uffici dell’Agenzia Andalusa per lo Sviluppo del Flamenco l’attesa è febbricitante.

Alle 15.45 una lieve voce lo comunica a bassissimo volume in inglese tramite skype e… “ya està”  c’è! Il Flamenco c’è!

Riconosciuto dall’Unesco, agenzia dell’Onu per l’educazione, la scienza e la cultura, come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, ed è FIESTA.

                                            


Già dal giorno prima in gran parte delle televisioni c’erano in programmazione il flamenco in tutti i suoi aspetti, un canale metteva addirittura la scritta “manca solo un giorno”, vecchi video di artisti di tutta l’Andalusia, servizi e programmi speciali tra cantanti, musicisti e ballerini.

Il trionfo era nell’aria.

                                                            

Dopo la dichiarazione di Nairobi da parte dell’Unesco, esplode la soddisfazione di tutti i presenti. Tutta Siviglia in festa. Tutta Siviglia canta, suona e balla in omaggio al Flamenco. Piove e fa freddo ma si balla anche per strada, incuranti.

Gran Galà con tappeto rosso al Teatro Quintero di Calle Cuna con le altissime rappresentanze del Flamenco, gli artisti: cantanti, ballerini e musicisti.

Tra molte polemiche e qualche scivolata politica continua l’esultanza e arrivano le proposte più logiche: Flamenco come Arte profonda e spirituale, da stabilire in parametri, da codificare.

Flamenco da preservare e incentivare nella ricerca, uno studio approfondito della cultura flamenca nelle dieci Università pubbliche di Andalusia.

La proposta più esaltante è da parte del Presidente della Giunta di Andalusia, Josè Antonio Griñon: portare il Flamenco nelle scuole come materia di studio, comunque già esistente attualmente anche se solo nelle specializzazioni universitarie.

Molti artisti si augurano di lavorare di più e che possano arrivare più fondi per le varie associazioni.

 

Reazioni positive dai più importanti responsabili: Direttore della Biennale del Flamenco: Domingo Gonzales, Direttrice del Centro del Flamenco Andaluso: Olga De La Pascua, Direttrice dell’Istituto Culturale Cervantes: Carmen Caffarel e il Presidente dei Circoli di Flamenco d’Andalusia: Josè Maria Segovia; e un augurio di ottimismo di un’Arte già ampiamente conosciuta, ora con grande entusiasmo si auspica un futuro più semplice aprendo, ufficialmente riconosciuti, le porte al mondo, anche in onore ai predecessori che hanno fatto un grande lavoro per conservare questa cultura.

Il giorno 18 novembre al Rincon del Rio Grande, splendida struttura con imbarcadero sulla riva gitana del Guadalquivir: festa privata in onore del giornalista e cronista flamenco: Montoya. Riunione di affezionati del Flamenco di altissimo livello compresi gli autori della “Macarena” la colonna sonora di un ballo di gruppo che ha fatto il giro del mondo, Serranito e la signora Maria Josè Santiago che oltre ad aver regalato emozioni cantando accompagnata da uno dei migliori chitarristi mai sentiti, ha ballato una spontanea e appassionante sivigliana con el matador Curro Vega.

Sensazioni profonde.

 


 

Un mio personale omaggio a tutti loro, al lavoro che gli artisti flamenchi hanno perseguito di generazione in generazione con passione e scrupolosità.

Un mio rispettoso riconoscimento ai Padri del Flamenco, ai Grandi e agli Sconosciuti che allo stesso modo sentivano e sentono il Flamenco nelle vene e nei nervi.

 

Silvana Ravini
Treviso, 2 dicembre 2010


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