Il mondo del ballo in Italia
05 feb 2010

A cura di
Sauro Amboni
SILVANA RAVINI porta in Italia dalla Andalusia il FLAMENCO TIENTO.



 







IL FLAMENCO TIENTO

di Silvana Ravini

(Campionessa Italiana MASTER MIDAS/FIDS 2010 di Flamenco)





Maestra Silvana Ravini

 
 
PREMSSA

Il tiento è uno stile piuttosto recente, si può qualificare come una variazione jonda del tango flamenco. Jonda da intendere come profondità d’animo, buio nel cuore. Anche Murolo canta Napoli con “core scuro scuro”. Una forma molto più diluita, solenne, lenta e forse anche un po’ più complicata. Tra i due stili c’è una stretta relazione di ritmi e frasi musicali. Il tiento è fondamentalmente una variazione ma ha una propria struttura, uno sfondo nostalgico con influenze stilistiche musicali e drammatiche orientali.


 

 

LA STORIA

Lo stile de los tientos si è diffuso rapidamente nella cerchia gitana come una musica orecchiabile e profonda. Non ci sono fonti certe, ma con probabilità, il creatore di questo stile è Enrique El Mellizo, forse ispirato ad un canto galiziano che ne prevedeva il ballo: la manduca, era già piuttosto noto in Andalusia. Nato a Cadice, nel 1848, El Mellizo ebbe una vita che ora si definirebbe stravagante, ma nel mondo gitano dell’epoca essere ideatore di stili flamenchi, cantaor, poeta e torero era quasi nella norma.

 El Marruro, nato ad Jerez de la Frontera diede al tiento il proprio stile, rallentandolo e dandogli la giusta gravità. La sua influenza fu determinante per lo stile musicale, tant’è che si parlava di tiento di Cadice e tiento di Jerez. Inutile far notare che artisti di questo calibro erano tuttavia confinati in un ambiente ai margini della società spagnola e ne soffrivano scivolando anche in forti malinconie.

 
 
 


Considerando la collocazione geografico-storica dell’ Andalusia, non stupisce che il tiento abbia una forte influenza araba, piuttosto pertinente il paragone con la zambra mora, particolarmente nell’introduzione che riprende la cantilena lay-lay, che serve per dare la giusta intonazione tra voce chitarra e altri strumenti e perché no, anche l’ambiente circostante. Il tiento veniva chiamato tango-tiento, ma questo ai suoi albori, per distinguerlo dal tono di festa del tango flamenco (vedi articolo 20 maggio 2009 Tango Flamenco). Ci sono partiture di tientos per organo, cosa assai rara, perché il flamenco seguiva uno stile, palo, per poi introdurre variazioni ed improvvisazioni, veniva ascoltato e celebrato nelle chiese.

 Il ballo del tiento, nel 1900, diventa in fretta molto noto in tutto il territorio andaluso, però già nel 1920 viene scalzato dal fandango, (vedi articolo 15 settembre 2009 Fandango) probabilmente perché più radicato e popolare, più allegro e vivace, comunque non completamente sostituito.

 
 
 
 

LA RITMICA DE LOS TIENTOS

Il tiento ha un ritmo che si misura in 4⁄4 su tempo lento accentando la prima battuta, praticamente: 1 -2 -3 -4   ;     1 -2 -3 -4

 
 
 




 
IL BALLO

Il tiento può essere ballato da un solo ballerino o in coppia a distanza o coreografato in gruppo.

E’ un ballo nobile, maestoso, solenne. L’interpretazione dei ballerini deve essere grintosa, convincente.

Non ci sono differenze coreografiche tra uomo e donna e neanche di atteggiamento, questo in tutti gli stili del flamenco.

L’introduzione è una breve camminata del ballerino, che si collocherà al centro del proprio spazio a disposizione, in un’atmosfera un po’ sospesa, malinconica. Il ballerino seguirà, poi, il racconto del canto con movimenti lenti che si rifanno a situazioni d’inquietudine, darà risalto all’interpretazione della voce roca del cantaor con determinazione, scandendone i toni.

I movimenti grevi portano gli astanti nelle note di una musica decisa, risoluta che viene marcata con precisione. Il ballerino disegna la musica, la vive nelle linee melodiche e nelle pause improvvise, dove manca il fiato per l’attesa della nota successiva, che arriva dolce, per poi bruscamente fermarsi ancora.

 
 





 

 La danza evoca la nostalgia, sottolineando i ritmi lenti, maestosi, allungati eppur pulsanti. L’atmosfera è intrisa di smisurata energia, la danza è a volte drammatica e solenne e, a volte delicata. La danza cattura gli animi nella sua sobria ma estrema sensualità. Il ballerino è fermo e deciso, drammatico, imponente ma sempre con quella remota sensazione di dolce malinconia.

 
 




 
 
I GRANDI INTERPRETI

Fu Joaquin de Feo a cimentarsi per la prima volta nel ballo del tiento, esprimendosi in una danza d’istinto piuttosto efficace.

Rosa Duràn, fu una grande interprete di questo ballo, sebbene nacque a Jerez de la Frontera, non apparteneva a stirpe gitana, ma le apparteneva una sensibilità veramente rara.

 
 

 


ABBIGLIAMENTO

Naturalmente l’abbigliamento adatto sarà sobrio e avrà colori pacati. Gli accessori che i ballerini dovranno scegliere saranno moderati, senza eccessi. Seguendo i riferimenti tristi della danza l’abbigliamento dovrà essere intonato, la misura, comunque la darà la sensibilità dell’interprete.

Maestra Silvana Ravini



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