Il mondo del ballo in Italia
11 giu 2011

A cura di
Sauro Amboni
SPORT & DISABILITA’ Il CONI forma i tecnici. Reportage di Marcella Costato. 2^ Parte.
 
SPORT & DISABILITA’

Il CONI forma i tecnici dello sport

2^ parte:
La disabilità motoria

Reportage a cura di Marcella Costato

 
 
["Mount Olympus at sand sculpting festival Rye Beach, Vic, Australia 2007"]


 
 

La disabilità motoria


Maestra Marcella Costato


 

Gli atleti Paralimpici sono tradizionalmente classificati, secondo sei diverse categorie, in base alla disabilità:

·       Amputazioni

·       Paresi cerebrali

·       Difficoltà visive

·       Lesioni spinali

·       Disabilità intellettuali

·    Gli altri (un gruppo che include tutti quelli che non rientrano nei precedenti).

 
 

Il prof. Martinelli ha spiegato come, trattando con persone che hanno disabilità motorie, occorra tener conto di vari aspetti diversi tra loro.

 

Per esempio, una lesione al midollo spinale può provocare non solo difficoltà o impossibilità a muovere arti inferiori e superiori, ma anche ad avere una minore frequenza cardiaca, indipendentemente dall’età.

Una lesione di questo tipo è associata al problema della termoregolazione.

Stare in un ambiente molto caldo o freddo è rischioso perché la persona non avverte il caldo o il freddo.

L’atleta può prendere una polmonite o scottarsi senza sentire dolore.

 
 

Che cosa fare?

Occorre iniziare e progredire molto lentamente. Sarà la persona stessa a comunicare che è possibile fare di più.

Per questi atleti bisogna prevedere tempi più lunghi nelle attività sportive.

 

A questo proposito esistono strumenti  per misurare lo sforzo e il dolore, come per esempio la Scala di Borg CR 10.

 

Ricordiamo che il dottor Gunnar Borg, nel 1081, ha elaborato questa scala di valutazione che attraverso valori da 0 a 10, è in grado di quantificare lo sforzo dell’atleta.


Scala di BORG

 
 

All’atleta sono spiegate le corrispondenze dei numeri co il tipo di sforzo, in modo d’avere risposte affidabili.

 

N.B. questa scala non è adatta per persone con disabilità intellettiva, poiché le risposte sarebbero scarsamente attendibili.

 
 

Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello delle funzioni intestinali, di solito rallentate, che provocano molto frequentemente rischi d’infezione.

 
 
 

Vi sono, poi, le persone cerebrolese che parlano lentamente o in modo diverso dalle altre, ma non bisogna confonderle con chi ha problemi cognitivi.

Il loro limite sta nel movimento e nella difficoltà a parlare.

 
 

N.B. L’attività fisica è sconsigliata a chi soffre di distrofia muscolare perché accelera la perdita di muscolatura.

 
 

Nelle sclerosi multiple, spesso degenerative, è consigliato, invece, un lavoro individualizzato, attraverso un’attività motoria che miri a mantenere le autonomie il più a lungo possibile.

 
 

A questo punto, Martinelli ha affrontato, in modo particolare, i problemi riguardanti la comunicazione.

 
 
 

La capacità di comunicare con le persone disabili è un requisito indispensabile per lavorare con loro.

Ricordiamo, innanzitutto, che la responsabilità della comunicazione è sempre dell’emittente, ossia di chi avvia la comunicazione attraverso un messaggio.

 
 
Esiste una regola statistica detta CASCATA DELLA COMUNICAZIONE:
 
  • su 100 cose da dire, se ne raccontano, al massimo, il 70%.
  • solo il 40% di esse sarà ascoltato,
  • il 20% recepito,
  • il 10% al massimo, ricordato.
 
 
 

·     Chi comunica, dovrebbe tener conto di questa regola.
E’ fondamentale per un educatore rendersi conto, di come spesso la comunicazione cambi significato passando da una persona all’altra.

 
 

E’ frequente il caso di un episodio riferito, a catena, da persona a persona. Al termine, l’episodio avrà subito poche o tante modifiche, ma in ogni caso non sarà più lo stesso dell’inizio.

 
 

·       Secondo le moderne teorie di Programmazione Neurolinguistica il 7% della comunicazione è verbale.

Questo significa che il resto del nostro modo di comunicare avviene attraverso i gesti, l’espressione del viso, le inflessioni della voce o la postura.

 
 



facial study
Model: Ryan Murray photography: CS Photographic 

 
 

Per fare un esempio, possiamo manifestare il nostro consenso verbale nei confronti di una data azione, ma esprimere il contrario attraverso lo sguardo.

 
 

·       Un altro elemento  importante della comunicazione è la prossemica: scienza dello spazio umano.

 
 
 

Attorno al nostro corpo esiste uno spazio che ci avvolge, separa e allo stesso tempo protegge dal resto del mondo. Gli studiosi lo chiamano: bolla prossemica.

 
 

Edwars T. Hall, uno dei maggiori studiosi di prossemica, ha osservato le distanze fisiche che le persone stabiliscono tra loro e le ha misurate.

 
In questo modo ha definito quattro “zone interpersonali”:
 

§ Distanza intima(0- 45 cm)

§ Distanza personale (45 – 120 cm) per le relazioni tra amici.

§ Distanza sociale (1,2 – 3,5 metri)  rapporto tra conoscenti o insegnanti alunni.

§ Distanza pubblica(oltre i 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.

 
 
 
 

Bolla prossemica

 
 

Se una persona si avvicina troppo alla nostra “bolla”, avvertiamo particolari sensazioni psico-fisiche come, ad esempio, fastidio o imbarazzo e reagiamo ripristinando le giuste distanze: il più delle volte, senza esserne consapevoli.

 

Nella comunicazione con i propri allievi, l’educatore dovrebbe tenere conto di queste indicazioni, soprattutto, in presenza di persone con disabilità relazionale.

 

Nell’interazione con “persone autistiche”, per esempio, occorre grande attenzione poiché esse difficilmente accettano il contatto fisico e preferiscono mantenersi a distanza dagli altri.

 
 
 
Al contrario, chi ha la sindrome di down, generalmente, ama la vicinanza e il contatto fisico.
 
 
 

Un altro aspetto importante, della comunicazione, è l’uso della punteggiatura sia, nel linguaggio parlato sia scritto.

 

Le seguenti frasi costituiscono un esempio di come sia possibile attribuire significati diversi ad una frase, pur usando le stesse parole.

 

Il giudice disse: “ Il padre è pazzo!”

Il giudice, disse il padre, è pazzo!

 

N. B. Chi ascolta o legge, deve capire con chiarezza ciò che si vuol comunicare. In questo caso, a seconda di dove abbiamo inserito la virgola, la frase assume un significato profondamente diverso.

 
 
 

Nello stesso tempo, chi ascolta determina ciò che l’altro dice.

Ascoltare con interesse porta chi comunica a dare il meglio di sé e viceversa.

 
 

Nello sport è possibile parlare di comunicazione, per esempio, anche, attraverso la Danceability.

 

Si tratta di una tecnica di danza e improvvisazione, nata negli Stati Uniti e creata per mettere in contatto persone con diverse abilità al fine di potersi incontrare e ballare assieme.

 

Danza quindi come conoscenza di sé, del proprio corpo e degli altri, ma anche come momento d’integrazione.

 

La Danceability si basa sulla ricerca di una comunicazione e di una creatività spontanea, attraverso il contatto, l’ascolto e il movimento fluido del corpo.

 
 

Prof.ssa Marcella Costato

Continua

 
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