Il mondo del ballo in Italia
13 gen 2010

A cura di
Sauro Amboni
Tango Argentino: 6) La competizione. Ubaldo Sincovick spiega LA BASE IN COPPIA



 
 

Tango Argentino da competizione

“La base in coppia“

 
A cura dei Maestri Ubaldo Sincovich e Silvia Galetti

(Professionisti e autori di testi professionali sul Tango Argentino)

 
 

Maestri Ubaldo Sincovich e Silvia Galetti
 
 
 

Dopo aver parlato, negli articoli del ruolo e dei compiti dei due partner, presi singolarmente, affrontiamo ora i problemi del ballo in coppia.

Come premessa dirò alcune cose, o meglio darò delle chiavi di lettura, che con esempi aiutino a capire dove e quali sono i problemi che maggiormente inquinano il Tango Argentino.

 

 
L’abbraccio
L'inizio di tutto sta nella particolarità “l'abbraccio”.
Senza l'abbraccio non esisterebbe il T.A.

La partenza di questo ballo dovrebbe essere simile all'incontro di due persone che si vogliono bene e che,contente di rivedersi, si stringono l'un l'altro con affetto, la donna con le braccia al collo dell'uomo e l'uomo che prende la donna sopra la vita, sollevandola leggermente e dolcemente.

Questa è la posizione dalla quale si dovrebbe portarsi in presa chiusa.

 
 

Mi rendo conto,che nel corso delle lezioni, se le persone non hanno un rapporto confidenziale, oppure se non sono sufficientemente affiatate, è difficile per noi insegnanti, obbligare perfetti sconosciuti ad abbracciarsi.

 



 


Consiglio di iniziare per gradi, lasciando passare qualche ora di lezione, cambiando continuamente le coppie, in modo che gli allievi si conoscano e prendano confidenza fra di loro; solo dopo si può passare ad una presa più stretta che inizi dall'abbraccio corretto.

Il Tango si balla così, prendere o lasciare, nè più nè meno di altri balli, che si devono neccessariamente ballare staccati, in presa aperta.

Un detto famoso è quello che dice che nel Tango “ uno più uno eguale ad uno ”, perché è la coppia l' unica entità; è la coppia che lo spettatore guarda ed ammira. Se per caso si è portati ad osservare solo uno dei ballerini, vuol dire che qualcosa non va per il verso giusto.

 
 




Il piso

Altra componente del Tango è “il piso”, il pavimento; si dice che il Tango si balla in due perché il secondo componente, oltre alla coppia, è il pavimento, con il quale i ballerini devono instaurare un accordo di rispetto e di aiuto reciproco.

 

Soprattutto nella Milonga e nel Vals, succede che il piede dei ballerini, durante lo spazio di una battuta,  trascorra più tempo a terra che durante lo spostamento. A differenza che nelle danze in stile internazionale, soprattutto nel walzer viennese o inglese, dove l'energia tende verso l' alto, nel T.A. deve essere concentrata verso il pavimento, secondo una linea diagonale che dallo sterno dell'uomo arriva al pavimento, due metri avanti.

 

E' come sempre compito dell'uomo, trasmettere alla donna la sensazione dell'indirizzo di questa energia, portando il passo di lei esattamente dove lo desidera, aiutandosi anche con una leggera pressione del braccio destro verso il basso.

 

Tale pressione sta a significare che quel piede della donna, in quel momento, in quella battuta, non avrebbe potuto essere che lì, e per la precisa volontà del ballerino.

Inutile rimarcare il fatto che la guida dell'uomo è determinante, e per questo deve essere chiara “l'intenzione”.

Il ballerino deve avere ben chiaro ciò che intende fare e manifestarlo con decisione e dolcezza. Andando poi avanti con lo studio e la pratica, in una coppia affiatata, alla donna basterà sentire l'intenzione, per eseguire correttamente ciò che l'uomo le richiede.

 
 




 



Armonia della coppia

Su quanto sopra detto, c'è da aggiungere però un'altra considerazione.

Succede molto spesso, che in una coppia di tangheri, la donna sia particolarmente brava e capace, oppure abbia un carattere un po' ribelle ed individualista.

E' compito dell'uomo, se è un vero “leader”, permettere che la sua compagna prenda per un attimo l'iniziativa; per esempio che esegua qualche adornos in più, o che faccia dei movimenti più ampi ed accentuati, che esageri nelle pause, oppure che esegua un passo non segnalato. Dopo, sarà la bravura dell'uomo ad inventare sul momento la continuazione.

Anche in questo si deve vedere l'armonia della coppia, in un breve e condiviso scambio dei ruoli.

 

Nel Tango Argentino, come credo in tutti gli altri balli, è già dalla base che, se fatta correttamente e con eleganza, identifica immediatamente una brava coppia di tangheri; anzi, dirò di più, già al passo 1 e 2, l'occhio esperto individua la bravura o l'approssimazione, a seconda che il movimento sia legato o scolasticamente diviso.

 

Quindi, già la cura della base rappresenta un grande lavoro,e per spigare meglio questo concetto permettetemi di fare un esempio.

 

Succede che, durante un concerto o un balletto, oppure durante una rappresentazione teatrale, di vedere come gli artisti eseguano cose molto complicate con grande facilità e destrezza, tanto che nella mente, soprattutto dei bambini,  pare sia facilissimo copiare, e sorge il desiderio di fare le stesse cose il giorno dopo. Sta invece nella maturità dell'adulto comprendere che quella bellezza nell'esecuzione è dovuta a prove durate anni, a studio costante ed intenso, a ripetizioni infinite ed a volte nauseanti di semplici esercizi, sotto la guida di affermati ed esigenti insegnanti.


 
 
 
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