Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2008

A cura di
Rosario Rosito
TE LO DO IO IL TESTO!
A leggere talune recensioni sembra che un ballerino, prima di andare a scuola di ballo od in balera, debba necessariamente passare in libreria. Leggere le descrizioni delle mossettine del culetto e del piedino, pare sia indispensabile per ballare bene. A parte i casi in cui i testi, sempre più numerosi e ripetitivi, non si rivolgano specificamente ai maestri, tutto sembra alquanto surreale.
Non si vuole dire che il ballo non esiga la sua necessaria bibliografia ma, onestamente, appare eccessivo lo strombazzamento osannante alle continue pubblicazioni e ripubblicazioni di testi che poi, in sostanza, non dicono niente di nuovo e, in molti casi, purtroppo, sono il “copia ed incolla” da altre fonti.
Per far rientrare le cose nella loro giusta dimensione è opportuno sottolineare che l’apprendimento, di qualsiasi ballo, è la diretta conseguenza della nostra capacità di imitazione del maestro o dei ballerini che osserviamo. La frequentazione di una buona scuola è di grande aiuto, ovviamente, ed accorcia enormemente i tempi d’apprendimento.
Intere generazioni hanno imparato a ballare osservando gli altri, nelle sale da ballo e, solo in rari casi, perfezionandosi con maestri privati. Ora c’è una scuola di ballo praticamente in ogni frazione di ogni paese e, chi ne ha realmente voglia, ha tutte le possibilità di imparare.
Comprare un testo per scoprire i segreti di uno specifico ballo può essere utile, ma non potrà mai surrogare l’esperienza diretta di un maestro, un istruttore o, meglio ancora, una full immersion nei locali dove è in voga quello specifico ballo. Qualche anno fa mi sono ritrovato “alle Capannelle” di Roma, confuso tra una folla di salseros, vivendo un’esperienza incredibile. Ad ogni angolo si ballava, in un’atmosfera amichevole e di sano esibizionismo. Un mix di stili diversi, assolutamente non decodificabili, come è tipico delle danze caraibiche. È quel tipo d’esperienza che ti apre gli occhi e ti da l’esatta percezione di cosa sia ballare caraibico: innamorarsi della musica innanzitutto ed imparare ad ascoltare le proprie emozioni, leggere il linguaggio del corpo, saper assecondare ed armonizzare l’istintività dei movimenti, simili ma sempre diversi da persona a persona.
Rosario Rosito, 14 marzo 2008
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