Il mondo del ballo in Italia
14 mar 2007

A cura di
Rosario Rosito
The show must go on…ma senza offendere
'Quando si offende un Presidente, e soprattutto quando questa persona è un decano la cui onorabilità va ben oltre la stessa Associazione, allora si offende tutta l’Associazione, i suoi iscritti (che sono oltre settemila), e tutto l’ambiente del ballo.
Non si vuole qui entrare nel merito delle ragioni politiche, di visibilità promozionale e quant’altro ha innescato il deprecabile evento, ma metterne in rilievo gli aspetti reconditi, d’arroganza da una parte e d’incoscienza dall’altra. È incosciente chi, tra gli associati e tra le persone di buon senso, non si è sentito offeso in prima persona, anche, e soprattutto, considerando la signorilità e la correttezza della persona offesa. È arrogante chi crede di poter cambiare le regole del gioco (ammesso e non concesso che sia giusto cambiarle) senza l’appoggio, l’indispensabile supporto d’esperienza, le preziose indicazioni e, in una sola parola, la collaborazione dell’Associazione dei Professionisti.
La storia insegna che il nuovo, senza radici, secca. Quando si vuole migliorare qualcosa, quando ci sentiamo innovatori, portatori di nuova linfa ed entusiasti di quello che abbiamo in testa, allora più che mai, dobbiamo approfondire, capire con chi e con cosa ci stiamo confrontando, sforzarci di essere un po’ umili. A chi non è capitato di credere di avere un’idea nuova e poi, confrontandosi con l’esperienza o con la cultura, sentirsi ridimensionato? Oppure provare avversione per un professore o un semplice vicino di casa che poi, una volta conosciuto, è risultato essere la persona più amabile del mondo? Esempi minimi di vita quotidiana che danno però la misura di come sia improprio il pensiero di “ben proporsi” senza “ben conoscere”. Le radici di qualsiasi valida cultura umanistica sono sempre profondamente inserite nella storia dei predecessori, attingono all’esperienza del saggio come ad una fonte di linfa vitale. Prima di gridare, dovremmo lasciar parlare chi ne sa più di noi, imparando ad ascoltare con la voglia di crescere, perché se questa viene meno, il nostro processo formativo diventa un nauseabondo aborto.
Forse qualcuno, bontà sua, si limiterà a giustificare qualche esuberanza di troppo con l’imprevedibilità e l’estemporaneità che i personaggi dello spettacolo, gli “artisti”, mettono in tutto quello che fanno. “The show must go on” cantano, tuttora, intere generazioni di fans dei Queen; il “Moulin Rouge” di Bohemienne memoria ha fatto scuola e continua ad incantarci con lo stoicismo dei suoi personaggi, convincendoci quasi a rivisitare così il famoso proverbio: in guerra, in amore e per lo spettacolo, tutto è lecito.
La storiella dello “spettacolo a tutti i costi” è affascinante, ma, nel suo nome, quante nefandezze!
Rosario Rosito, 10 aprile 2005

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