Il mondo del ballo in Italia
22 apr 2009

A cura di
Sauro Amboni
Un 'Ponte' fra Oriente e Occidente in un Reportage della Maestra Carla Povellato.

La Danza Ungherese

 (a cura di Carla Povellato)
 

La Danza e la musica ungherese, vengono identificata spesso con quella tzigana,

ma hanno invece una loro particolare identità anche se risentono chiaramente

delle influenze della cultura di questo popolo nomade per eccellenza.

 

Maestra Carla Povellato
 
 
PREMESSA

L’Ungheria è un Paese unico per bellezza, storia e tradizioni.

Ponte tra occidente ed oriente, è riuscito a trarre il suo punto di forza dalla fusione delle culture multietniche che hanno caratterizzato la sua storia.

Qui l’Arte si è potuta manifestare nelle sue forme più varie e profonde, ispirandosi alle caratteristiche di questi due mondi e sviluppando comunque una sua particolare originalità.

Alla musica colta e popolare ed alla Danza è stato offerto un ruolo di  primo piano, tra i più interessanti del mondo assumendo un grande significato e coinvolgendo lo stile di vita di ogni ungherese. I giovani coltivano un grande senso di rispetto nei confronti delle tradizioni.

A Budapest, la sua meravigliosa capitale ricca di monumenti ed edifici storici, attraversata e divisa in due dal Danubio, sono soliti incontrarsi nelle sale da ballo, le “Tanchaz”, dove convivono con estrema naturalezza modernità e tradizione.

Qui un tempo i giovani dei villaggi limitrofi si trovavano per stare insieme e festeggiare momenti particolari, scambiando tra loro gli insegnamenti delle danze locali tipiche delle varie zone.

 






LA STORIA

Durante i primi anni del ‘900 il compositore Zoltán Kodály, consapevole dell’importante patrimonio culturale ancora appartenente solo alla tradizione orale, sentì l’esigenza di raccogliere, per conservarne la memoria e codificarne le peculiarità, tutto ciò che apparteneva alla musica popolare.

Nel 1905 si recò nei villaggi più sperduti per raccogliere e catalogare la maggior quantità di canti tradizionali possibili, ne scrisse una tesi ed insieme al pianista Béla Bartók pubblicò una serie di raccolte.

 

Erano per lo più brani vocali senza accompagnamento musicale, con modelli melodici fissi; in seguito integrati o sostituiti dagli strumenti.

Il violino e la voce solista venivano accompagnati dalla viola e dal contrabbasso, strumenti ancora oggi suonati dalle tipiche orchestrine ungheresi diffuse in tutta la regione.

Se la musica e il canto nascono e vivono con l’Uomo, anche la Danza gli appartiene e gli permettere di esprime la sua identità.

E nella Csárda, l’osteria tipica , luogo di incontro e socializzazione, nasce la danza popolare, specchio della realtà socioculturale dell’epoca, che divenne nel XIX secolo, fonte di ispirazione di grandi compositori quali Litz e Brahms

I due artisti scrissero la loro musica impregnandola di folclore magiaro, fondendola con quella del romanticismo tedesco.

Ricordiamo che dal termine Csárda deriva il nome di una tradizionale danza magiara.



 
 
 

LA MUSICA

La musica ungherese, viene identificata spesso con quella tzigana, ma ha invece una sua particolare identità anche se risente chiaramente delle influenze della cultura di questo popolo nomade per eccellenza.

La si riconosce dall’inizio lento, in tempo binario, che aumenta poi di tono, fortemente sincopato, per arricchirsi di timbri  ritmici decisamente trascinanti.

La sua “scrittura” è riconducibile a  schemi tipici della danza e della marcia, alternati a varie forme di virtuosismi.

 
 
 


LA DANZA

Anche la Danza si rispecchia su queste tematiche e riconduce le proprie origini in epoche lontane ove l’identità artistica si plasma nella realtà familiare magiara di ogni giorno.

La vita quotidiana si trasforma quasi in una sorta di educazione al movimento per poi essere successivamente codificata in un ambito di vita sociale allargata.

Nasce una Danza che si diffonde brevemente in tutto il territorio e trova la massima espressione nel colorismo etnico intenzionalmente riconosciuto.

Si balla in vari modi.

Collocati in circolo i danzatori, uomini e donne, solo uomini o solo donne, ci fanno ricordare le usanze più antiche e popolari, riti propiziatori le cui origini si possono collocare nel periodo del Medioevo.

Le donne si sistemavano in cerchio per simboleggiare la situazione di attesa del ritorno del marito dalla guerra o dalla caccia.

 

Ballano liberi e da soli, per poi proporsi in coppia: la comunicazione tra uomo e donna racconta la vita di tutti i giorni o le nostalgie del passato attraverso il linguaggio del corpo.

Come ballo di coppia, può sembrare un valzer, una mazurca in certi momenti, o ricordare danze famose canonizzate, commistioni di stili più radicati e conosciuti.

Si differenzia però grazie ai virtuosismi dei solisti, movimenti spettacolari che richiedono una preparazione e un’agilità decisamente importante: passi vigorosi, battute di piedi, slanci delle gambe, piegamenti, scambio di posto, movimenti che fanno pensare al Can Can, piccoli salti.

Danzatrici felici di ballare, abbigliate con abiti molto decorati, ballerini agili e scattanti ci permettono di assaporare il carattere di questa danza.

Numerosi sono i gruppi folcloristici che ai nostri giorni curano gli aspetti più spettacolari della Danza Ungherese, alcuni di valenza assoluta.

Ballerini e musicisti, grazie alla loro professionalità, ne mantengono la memoria ed il patrimonio culturale a livello nazionale e mondiale partecipando spesso ad eventi multietnici internazionali.

A Budapest, ogni anno nel mese di marzo, si celebra il festival di primavera, la più grande manifestazione artistica del paese.

Per due settimane la città vive in un’atmosfera di grande fermento proponendo spettacoli musicali, concerti, rappresentazioni teatrali e danze folcloristiche, che evocano momenti di grande fascino e romanticismo.

Difficile rimanerne insensibili!

 
Maestra Carla Povellato
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