Il mondo del ballo in Italia
15 lug 2013

A cura di
Sauro Amboni
Una grande e unica esperienza. A cura dell’Inviato Speciale a Rimini 2013: Maestra Gargantini

 

 

 

 

 

Una grande e unica esperienza.

A cura dell’Inviato Speciale a Rimini 2013:

Maestra Prof.ssa Giovanna Gargantini.

Ufficiale di Gara. (Foto a fianco).

 

 

 

 

 

 

 


 

La Maestra Giovanna Gargantini è Tecnico Federale FIDS/CONI, psicologa ed esperta in Neurolinguistica.

Con la sua esperienza di competitrice in Danza Sportiva è anche educatrice e insegnante relatrice ad importanti congressi e corsi di aggiornamento di Danza Sportiva, nonché dirigente della sezione di Bergamo della prestigiosa Scuola di Danza Sportiva Placet Dance.

 

Questo suo articolo, encomiabile e prestigioso, vuol far riflettere gli "indifferenti".

 

 


 

 

Da poco si sono spenti i riflettori sui Campionati italiani di Danza sportiva, che si sono svolti alla fiera di Rimini dall' 8 al 14 luglio, ma di certo non sulla competizione che ha avuto luogo nel Padiglione verde domenica 14 nel primo pomeriggio: le paraolimpiche.

 

Il padiglione, a differenza dell'attiguo tricolore dove i giovani atleti "agguerriti" si sfidavano nei latini, non era particolarmente gremito, ma, si sa, la fortuna è di pochi: quelli appunto che si trovavano là!

 

La danza sportiva, se vuol ritrovare il senso vero e genuino del suo esistere, deve ripartire esattamente da lì.

 

Una manciata di ufficiali di gara privilegiati, più o meno consapevoli di accingersi a vivere un'esperienza unica che avrebbe lasciato il segno, si è ritrovato tra la mani il consueto cedolino per giudicare degli atleti, che nulla avevano in comune con quelli consueti.

 

Personalmente sono cresciuta in una famiglia dalla religiosità semplice e spontanea e, fin da bambina, mi sono sentita ripetere spesso alcune frasi che si radicavano in profonde convinzioni di vita; tra queste quella che "Il Signore toglie da una parte per dare dall'altra".

 

Ebbene credo che, a prescindere dal credo ideologico, non ci sia nulla di più vero!

 

Agli atleti scesi in pista domenica molto mancava: mancavano ora due gambe per esibirsi in ardite figurazioni, ora un busto eretto su cui reggersi o un fisico aggraziato e longilineo da mettere in mostra, ora addirittura due occhi con cui godersi le espressioni degli spettatori.

 

Ma, mio Dio, a quegli stessi atleti quanto di più è stato dato!

 

Un sorriso contagioso sulle labbra, la capacità di mettersi in gioco, la rara dote di non invidiare chi ha di più, ma di esaltarne la bellezza con la loro gioia di vivere, il magico potere di trasformare i presenti.

 

E non è poco:  a partire dai maestri, che dagli spalti incitavano i loro atleti con l'insolito grido "Divertitevi!", al pubblico, che applaudiva con spontaneità, senza alcuna sollecitazione del presentatore, fino ad arrivare ai giudici, catturati dallo spettacolo in pista e accomunati da una commozione a stento trattenuta e dall'imbarazzo di dover giudicare "atleti già vincitori "!

 

Come dimenticare tutto ciò'?

 

Lasciamo tranquillamente che si spengano i riflettori sulle critiche, che sarebbe anomalo non ci fossero all'indomani di manifestazioni di così grande portata.

Un altro detto sentito fin da bambina recitava:

 

"Chi fa sbaglia, chi non fa critica",

 

ma teniamoli accesi su ciò che, come d'incanto, ha ripristinato le priorità della vita, restituendo alla danza sportiva tutta la sua nobiltà e dignità.

 

Grazie a tutti quanti - organizzatori - ASA -tecnici - atleti - volontari che hanno reso possibile ciò'!

 

 

Vedi anche: clicca qui.

 

 

Un ufficiale di gara, fiero di esserci stato.

Giovanna Gargantini

 

 

 

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