Il mondo del ballo in Italia
14 lug 2011

A cura di
Rosario Rosito
Uno Stage di danza con la S maiuscola

Quando si uniscono due personalità appassionate e generose, come quelle di Jerry Abrate e Nunzio Mariano, si crea la magia coinvolgente che ogni stage dovrebbe avere.

Con un semplice click del mouse, digitando in google la locuzione “stage di danza”, si offrono ai nostri occhi un’infinità di possibilità, sfavillanti e promettenti, ma inesorabilmente inaffidabili e potenzialmente ingannevoli. A tutti credo sia capitato di partecipare a stages che promettevano la luna in cambio di un centone, tornandosene a casa con la coda tra le gambe ed un attestato carta-straccia nel borsone. Stage approssimativi, poco più che virtuali, fatti di chiacchiere e piacionerie, che quasi sempre fanno esclusivamente leva sul nome roboante del docente. Insomma tutto fumo e poco arrosto. In questo quadro poco rassicurante, di tanto in tanto, quando meno te l’aspetti, accade il miracolo, l’eccezione. Cosicchè quando la maestra Marianna Sarappa, con toni pittoreschi e compiaciuti, mi ha descritto cosa stava accadendo in quel di Acerra (NA), presso il Makumba Club, ho provato un piccolo brivido di soddisfazione. Vuoi perché Jerry Abrate mi è simpatico, vuoi perché recentemente avevo assistito al saggio degli allievi di Nunzio Mariano, mi sono sentito come parte in causa e sono corso a verificare.

Ho trovato, al Makumba, un’organizzazione per me inusuale. Gli stagisti erano una cinquantina, i docenti tre. La filosofia dello stage ispirata completamente alle competizioni. Nunzio Mariano ha curato le  coreografie, le figure regolamentari ed ogni aspetto connesso ai regolamenti di gara della specifica disciplina, insomma il ballo da gara vero e proprio. Jerry Abrate ha implementato ogni fase dello stage con tutta quella parte di accorgimenti professionali che nessun libro può spiegare esaustivamente: la respirazione, la psicologia della danza, come stare in pista, come partire a tempo, cosa fare e cosa non fare in determinate circostanze. Marianna Sarappa si è occupata della preparazione fisica, il riscaldamento pre-gara e gli esercizi defaticanti post-gara. Lo stage iniziava in tarda mattinata e terminava  alle 21 di sera! Simulando in ogni fase la più dura della gare.

Alla fine di ognuna delle tre giornate di corso, gli stagisti erano esausti, ma visibilmente soddisfatti. In ognuno c’era la consapevolezza di aver fatto un piccolo passo avanti verso la meta che tutti sognano: la perfezione.

Una buona notizia per chi lo stage l’ha perso ed avrebbe voluto esserci: ci sarà una replica durante la fase finale delle festività natalizie, probabilmente intorno al 6 gennaio.

Rosario Rosito, 14 luglio 2011

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